01 luglio 2015 | 15:13

Il sottosegretario alle comunicazioni, Giacomelli: nei prossimi giorni la riforma Rai arriverà al Senato. Necessario riflettere sul canone, sul valore del mercato internazionale e sul ruolo delle emittenti locali

(ANSA) La riforma della Rai “arriverà nei prossimi giorni in aula del Senato e sul canone c’è una delega al governo. Io penso che vadano valutate diverse formule. La mia opinione è che si poteva intervenire già da quest’anno: un intervento è necessario non solo per garantire certezza di risorse, ma anche perché lo stato non deve dare in nessun modo l’impressione di tollerare un’evasione così diffusa.

Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni

Immagino che dall’autunno debba partire un dibattito sul nuovo servizio pubblico e sulla trasformazione di Rai”. Lo ha detto il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, in audizione in Commissione di Vigilanza Rai. Giacomelli ha ripercorso le ultime vicende che hanno coinvolto la Rai, a partire dalla riforma dell’informazione. “Il processo che si è avviato è positivo – ha affermato – perché supera l’idea di pluralismo come lottizzazione. C’è un lavoro ancora da fare sulle modalità, per capire se quelle dell’approfondimento di oggi siano le forme più idonee da seguire e su questo l’azienda è in grado di intervenire”. Il sottosegretario ha ricordato che “la quotazione di Raiway si è conclusa positivamente e consente di riflettere su ulteriori sviluppi che devono essere compiuti. Non abbiamo preclusioni – ha spiegato – a valutare l’opportunità di processi di aggregazione”. Giacomelli ha quindi affermato che “la Rai non può non essere voce che racconta l’Italia, che esprime la cultura italiana. Deve parlare non solo in inglese, ma in molte lingue del mondo. Ci sono troppi prodotti il cui interesse non varca le Alpi, c’è un’esigenza di non considerare il mercato internazionale come una fastidiosa appendice”. “C’è inoltre l’esigenza – ha detto ancora – di rivedere il rapporto con le realtà locali. E’ matura una riflessione sul ruolo che svolgono le emittenti locali, che io penso debba trovare una più precisa definizione di valore nell’ordinamento, con il riconoscimento di una funzione di preminente interesse pubblico”. “Queste – ha quindi spiegato – sono linee guida di un processo di trasformazione che non credo che il governo debba definire in modo autonomo e completo. Il governo ha il compito di aprire una riflessione che investe le forze politiche e il paese nel suo complesso”. Giacomelli ha sottolineato, inoltre, che “la gestione Gubitosi ha affrontato aspetti come la razionalizzazione delle risorse e gli investimenti tecnologici, ma l’aspetto editoriale per un’azienda come la Rai è il tema che viene prima di ogni altro aspetto”. (ANSA, 1 luglio 2015)

Giacomelli, sottosegretario alle comunicazioni: su Rai Way non abbiamo nessuna preclusione verso la possibilità di processi di aggregazione

(MF-DJ) “Non abbiamo alcuna preclusione a valutare le opportunità di processi di aggregazione”. Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, nel corso di una audizione in commissione di Vigilanza Rai.

“Certamente i soggetti che conosciamo nel mondo occidentale hanno tutti la caratteristica di non essere verticalmente integrati – ha aggiunto – quindi, o autonomamente il mercato recupera questo aspetto oppure è evidente che quell’aspetto di controllo pubblico che abbiamo configurato come caratteristica di questo processo non può venir meno”. (MF-DJ, 1 luglio 2015)