Protagonisti del mese

02 luglio 2015 | 10:15

Attacco e difesa

Al colpo subìto sul proprio core business, quello della tivù a pagamento, Sky sta rispondendo a Mediaset allargandosi sul campo della tivù in chiaro e rafforzando l’offerta sportiva. La guerra continua

Epifanico. Guardare per credere: “Attaccate!”, urla Silvio Berlusconi ai giocatori negli spogliatoi del Milan insegnando allo stranito ex trainer Pippo Inzaghi come motivare la squadra. Il video, decisamente godibile, ‘allegato’ virale della promozione che Alan Friedman sta facendo in giro per le tivù per lanciare il suo libro intervista con l’ex Cavaliere, ha un valore simbolico importante. Che si può tranquillamente estendere dal calcio alle tivù. L’acquisizione dei diritti della Champions League e, soprattutto, la decisione di non accordarsi con Rupert Murdoch per una gestione condivisa delle partite della più attraente competizione continentale per club, rappresentano una sorta di svolta e hanno aperto una nuova fase della competizione con Sky.

Il colpo è stato duro, un’ombra è aleggiata sull’aura d’invincibilità di Sky sul terreno dei quattrini e della potenza globale. Ma a Milano Santa Giulia non hanno l’aria di essere depressi e spaventati, anche se nel prossimo triennio – cosa quasi inconcepibile fino a qualche tempo fa per i ben abituati sottoscrittori della pay satellitare – non potranno trasmettere le partite dei nostri attuali top club nella massima rassegna continentale.
Inteso che stavolta nemmeno in extremis si sarebbe arrivati alla condivisione dei pani e dei pesci come in altri casi era avvenuto, la pay guidata da Andrea Zappia ha per tempo cominciato ad attuare il proprio piano alternativo: un misto di naturali misure espansive per contrastare anche tutti gli altri grandi e piccoli competitor, ma forse anche qualche azione e dispetto ‘su misura’. Anti Netflix (il cui arrivo è annunciato a ottobre), ed eventuali altre sfide delle Ott, sono da considerare l’accordo da tempo stipulato con Telecom per la distribuzione via ultra banda della propria offerta, ma anche l’implementazione di Sky Online con il tivù box che consente di trasformare qualunque televisore in un display, che rende accessibile via Iptv il ricco menu di contenuti della pay ma anche altre offerte opzionali. Un comparto, quello delle nuove fruizioni, dove Sky Italia ha da pochissimi giorni nominato Paolo Lorenzoni come nuovo head of Ott & new media, responsabile cioè della struttura e delle attività di Sky Online, a diretto riporto di Andrea Scrosati.

Più mirata a ferire gli avversari di Cologno, invece, è stata la decisione di far uscire Fox Sports dal pacchetto di Mediaset Premium: i ‘cugini’ di Sky detengono i diritti di alcuni dei campionati stranieri che contano (Premier League, Bundesliga, Fa Cup ed Eredivisie, mentre i contratti della Liga spagnola e della francese Ligue 1 sono in riassegnazione). Ma ancora più incisiva e bellicosa pare la scelta di rinforzare il proprio bouquet di canali gratuiti, già dotato di Cielo e della versione free di Sky Tg24 (ai canali 26 e 27), comprando da Mtv il posto sul tasto numero otto del telecomando.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 462 – Giugno-Luglio 2015