Protagonisti del mese

02 luglio 2015 | 10:12

Facciamo un po’ d’Ordine

Gabriele Dossena, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, fa il punto sulla formazione obbligatoria e auspica che al più presto arrivi la riforma della professione

Dell’Ordine dei giornalisti da oltre un anno se ne parla quasi esclusivamente – e non proprio in termini lusinghieri – per via del vincolo della formazione obbligatoria. “Che non è un problema da poco, anche se i giornalisti, soprattutto i freelance e quanti sono stati espulsi dal mercato del lavoro, hanno un po’ superato la fase del fastidio per la costrizione e cominciano ad apprezzare i contenuti e la qualità”, sottolinea Gabriele Dossena, presidente dell’Ordine della Lombardia. “Comunque, stiamo parlando di una legge dello Stato che doveva partire il 1° gennaio 1914 e che, invece, per una serie di problemi burocratici e della piattaforma informatica Sigef, è scattata il 14 luglio, imponendo delle regole omogenee per tutti i 20 Ordini regionali e aumentando, così, le difficoltà di gestione. Basti pensare che la Lombardia, con i suoi 25.800 iscritti, di cui 22.500 con obbligo della formazione, è assimilata alla Valle d’Aosta che, con tutto il rispetto, ne ha 300. Inoltre, si è già arrivati alla quarta versione del regolamento attuativo che è, al momento, all’approvazione ministeriale”.

Come spiega Dossena, in base alle norme attuali l’Ordine lombardo dovrebbe garantire annualmente 450mila ore di formazione, che diventano un milione 350mila nel triennio nel quale ogni giornalista (compresi i pubblicisti) deve accumulare 60 crediti. “In pratica”, afferma il giornalista del Corriere della Sera, “nel solo 2014 in Lombardia abbiamo organizzato 320 corsi. Ma, immaginando 50 partecipanti per corso frontale, in base agli iscritti ai nostri elenchi dovremmo organizzarne almeno 9mila l’anno, 750 al mese. Anche se gli iscritti approfittassero della possibilità di ottenere 30 crediti attraverso il web, rimane l’impegno importante di organizzare oltre 370 corsi frontali al mese”.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 462 – Giugno-Luglio 2015