Protagonisti del mese

02 luglio 2015 | 10:11

Non solo polizze

“Ci sono poche realtà finanziarie che hanno raggiunto in così poco tempo le dimensioni e il ruolo di Unipol”, spiega Alberto Federici, direttore Corporate communication e media relations di Unipol Gruppo Finanziario, .

“Che siamo diventati grandi lo dicono soprattutto i numeri”, sottolinea Federici, elencando cifre che comprendono 15mila dipendenti, 5mila agenti, 3mila 800 agenzie e 7mila 300 sub agenzie distribuite sul territorio nazionale che devono soddisfare le esigenze di 10 milioni di clienti nell’attività assicurativa (16 miliardi di euro di raccolta diretta). “Una capillarità”, spiega Federici, “che significa davvero molto in termini di relazione con il cliente, come potenzialità d’ascolto. Non a caso, siamo il secondo gruppo assicurativo italiano, il primo nel ramo danni e, in quanto a quote di mercato, in ogni provincia ci piazziamo sempre al primo o al secondo posto”.
Secondo Federici ormai non è nemmeno corretto continuare a definire Unipol come gruppo assicurativo, vista la diversificazione delle sue attività. “Nel settore alberghiero”, spiega il manager a ‘Prima’, “dopo aver acquisito attraverso la Sai la catena Atahotel, è stata recentemente approvata la fusione con Una Hotel e le sue 31 strutture. In questo modo Unipol diventa il maggiore polo turistico alberghiero completamente italiano. A questo si aggiunge l’immobiliare dove, tra l’altro, siamo impegnati a Milano in un’importante operazione di riqualificazione della Torre Galfa, a cui seguirà quella della Torre Velasca. Nel comparto agricolo il gruppo è attivo, soprattutto nell’enologia, con la società Tenute del Cerro, ex Saiagricola, mentre per la sanità siamo presenti a Firenze con il Centro Oncologico Fiorentino e con Villa Donatello. Senza dimenticare che il gruppo controlla anche il porto turistico Marina di Loano. Insomma, si può capire perché all’interno abbiamo smesso da tempo di pensare all’Unipol di prima. Credo, però, che anche il mercato se ne sia accorto. L’immagine è cambiata e stiamo lavorando per evolverla ulteriormente”.
Unipol ha deciso di investire per definire il suo posizionamento sul mercato attraverso il concetto di ‘vicinanza’. “Indispensabile per qualsiasi compagnia assicuratrice generalista, ma soprattutto per la nostra con i suoi 10 milioni di clienti che appartengono a tutte le classi sociali”, afferma su ‘Prima’ Federici. “Il concetto di vicinanza è presente nelle nostre campagne perché abbiamo ritenuto che la pubblicità fosse una delle leve più importanti per comunicare al mercato e ai clienti. Abbiamo scelto un prodotto di punta, e nello stesso tempo mass market, che riguarda la polizza auto, dove siamo stati i primi a inserire un concetto largamente usato in altri settori, cioè la rateizzazione delle polizze. Non abbiamo inventato nulla, ma nel mondo assicurativo la possibilità di rateizzare era praticamente sconosciuta”.
“Il prossimo passaggio, tema del piano industriale 2016-2018 in preparazione, dovrà puntare a far percepire Unipol come grande gruppo, al di là di un singolo prodotto”, annuncia a ‘Prima’ Federici. “Dovremo definire anche per il business che cosa è Unipol e che cosa vorrà fare da ‘grande’. In poche parole, dovremo completare il lavoro fatto fin qui”.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 462 – Giugno-Luglio 2015