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08 luglio 2015 | 14:00

Le vendite on line dei prodotti di lusso valgono il 6% del fatturato del settore. Analisi e previsioni del boom digitale in una ricerca Altagamma/McKinsey (DOCUMENTO)

Sono consumatori molto tecnologici, senza significative differenze generazionali tra le fasce 18-35 anni e over 65, utilizzano al 95% dispositivi mobile e hanno abitudini e aspettative sofisticate. Per i brand del lusso i clienti che acquistano on line sono un target sempre più importante e prezioso e a mettere a fuoco i loro comportamenti ci pensa lo studio ‘Digital Luxury Experience’ di Altagamma e McKinsey, presentato il 7 luglio a Milano, che analizza anche le performance in questo campo delle aziende del luxury in otto Paesi. La crescita delle vendite on line è impetuosa: +27% dal 2009 al 2014 quando il fatturato ha raggiunto i 14 miliardi di euro pari al 6% sul totale del mercato del lusso. E la previsione è che tra dieci anni il valore salirà a 70 miliardi di euro con una quota del 18%.

Federico Marchetti, fondatore e ad di Yoox, e Armando Branchini, vice presidente di Altagamma

A credere per primo in questo scenario è Federico Marchetti, fondatore e amministratore delegato di Yoox, il nostro più importante gruppo di e-commerce di brand della moda, attualmente impegnato in una fusione con il concorrente Net-a-porter che darà vita a un gruppo globale da 1,3 miliardi di euro di ricavi netti. Intervistato dopo la presentazione della ricerca dal vice presidente di Altagamma, Armando Branchini, Marchetti ha confermato la peculiarità dei clienti on line del lusso, una sorta di élite globale con interessi di consumo simili ma con la quale bisogna entrare in contatto con le modalità adatte ai diversi Paesi. Marchetti a questo proposito ha spiegato di aver scelto un nome dal suono ‘globale’ come Yoox proprio perché non voleva che l’azienda fosse associata a un singolo Paese: “Da subito ho pensato che fosse molto importante un’enorme flessibilità nei diversi mercati e che attraverso il suo nome l’azienda dovesse essere percepita da tutti i consumatori come localmente vicina”.
Alla domanda sui due nuovi concorrenti in arrivo, Amazon e Condé Nast, Marchetti ha risposto: “Il business di Amazon ha pochissimo a che fare con il lusso, quindi con l’ingresso nel mondo della moda non sarà un nostro concorrente diretto. Condé Nast con Style.com adotta un modello diverso dal nostro e credo che per alcuni brand possa essere un acceleratore delle vendite. Ma direi che noi, con il gruppo che nascerà dalla fusione con Net-a-porter, siamo nella posizione migliore per continuare a crescere a livello gobale”.
A commentare lo studio Altagamma/McKinsey è stato anche Pietro Sterpos, consulente per l’e-commerce di importanti aziende del lusso tra cui Zegna. “In questo campo oggi non si può non essere iperattivi perché è un sicuro canale di crescita dei ricavi, anche in Italia”, ha detto, avvertendo: “In futuro saranno cruciali Cina, Medio Oriente e Russia, chi vince lì vince in assoluto, ma sono mercati da approcciare con modalità diverse. E minacce-opportunità potranno arrivare da situazioni che oggi non ci aspettiamo, ad esempio anche il mondo del lusso potrebbe essere toccato da forme di utilizzo e non di possesso dei beni come avviene in sempre più settori”.

 - Leggi o scarica il comunicato stampa (. doc)

- Scarica il report ’Digital Luxury Experience’ (.pdf): I, II, III, IV, V