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08 luglio 2015 | 17:35

Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo: serve un cambiamento di rotta per tutelare le emittenze locali. Il governo favorisca la ripresa del mercato pubblicitario con interventi di semplificazione e liberalizzazioni (DOCUMENTO)

(ANSA) “Se il Governo vuole ancora un sistema radiotelevisivo dove ci sia spazio per l’emittenza locale, occorre un immediato cambiamento di rotta, con la previsione di un serio progetto politico che definisca prospettive e percorsi che diano certezze alle imprese”. Critiche al governo sono arrivate dal coordinatore Aeranti-Corallo, Marco Rossignoli,

Marco Rossignoli (foto Olycom)

nella sua relazione annuale sullo stato dell’emittenza locale. “La crisi del mercato pubblicitario, i cambiamenti tecnologici e i nuovi modi di fare impresa radiotelevisiva – ha sostenuto – imponevano scelte governative strutturali per accompagnare efficacemente il comparto in questa delicata fase in cui tutto è in continua evoluzione. Al contrario nulla, in questo senso, è stato fatto e addirittura sono state assunte, su iniziativa del Governo, una serie di scelte legislative che hanno, più volte, rimesso completamente in discussione spazi e ruolo dell’emittenza locale, generando una situazione di incertezza permanente che ha impedito e sta impedendo qualsiasi programmazione aziendale da parte delle imprese”. Rossignoli ha chiesto al governo di favorire “la ripresa del mercato pubblicitario, eliminando l’eccessiva e ingiustificata burocrazia, attuando decisi interventi di semplificazione e di liberalizzazione e aprendo la strada alla conversione dell’ormai vecchio modello di emittente locale in quello di azienda multimediale del relativo territorio”. “E’ inaccettabile l’esclusione dalla pianificazione di 76 frequenze regionali, con conseguente chiusura di 144 operatori di rete televisivi locali che danno occupazione a oltre duemila lavoratori e che corrispondono a circa un terzo degli operatori di rete locali esistenti e a circa il cinquanta per cento di quelli operanti nelle regioni che si affacciano sulla costa adriatica. E’ inaccettabile – ha concluso Rossignoli – perché tali 144 emittenti operano in virtù di diritti d’uso delle frequenze rilasciati, per la durata di vent’anni, dal ministero dello Sviluppo economico a seguito di gare svoltesi negli anni 2011-2012, nelle quali dette emittenti sono risultate utilmente collocate nelle rispettive graduatorie”. (ANSA, 8 luglio 2015)

- Leggi o scarica la relazione sullo stato dell’emittenza radiotelevisiva locale (.pdf)