Televisione

08 luglio 2015 | 18:33

Giacomelli: la legge bloccherà l’influenza dei partiti sulla Rai. E su Agcom: nella pianificazione delle frequenze ci aspettiamo sia “impermeabile alle pressioni delle emittenti nazionali”

(ANSA) “Noi siamo perché la Vigilanza svolga il suo ruolo che è quello di un’attenzione al rispetto del pluralismo e delle regole uguali per tutti. La legge è sufficiente forte per battere quel legame improprio e malato tra la gestione quotidiana e la dimensione dei partiti”. Così il sottosegretario Antonello Giacomelli

Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni

ha risposto, in una conversazione con l’ANSA a margine del convegno annuale di Aeranti-Corallo, a una domanda sul rischio che, con l’approvazione degli emendamenti di FI, i partiti abbiano una forte influenza sulla Rai. “Quando abbiamo scelto questo sistema anziché il duale – ha aggiunto Giacomelli -, il motivo principale che ha guidato il premier è stato il non voler procedere per iniziativa del governo a sopprimere la Vigilanza”. Parlando del percorso in Commissione e dell’approvazione di alcuni emendamenti dell’opposizione, Giacomelli ha spiegato che il governo “non ragiona in termini di relazioni partitiche. Il confronto in Commissione al Senato – ha spiegato – è stato un percorso che abbiamo accettato con consapevolezza ed è molto utile. Da tutti i gruppi di maggioranza e opposizione sono arrivate diverse sollecitazioni, molte volte a migliorare il testo o comunque perfettamente in sintonia con l’obiettivo del governo di riformare il servizio pubblico. Quindi, nessuna difficoltà ad accoglierle e nessuna preclusione di tipo politico. Non voglio esultare per un motivo o per l’altro, non si tratta di una gara ma di fare un buon lavoro per migliorare la governance della Rai”. (ANSA, 8 luglio 2015)

Rai: Giacomelli, via libera Senato a ddl in due settimane

(ANSA) “Ragionevolmente possiamo immaginare che in un paio di settimane il percorso al Senato si concluda”. Così il sottosegretario Antonello Giacomelli ha risposto, in una conversazione con l’ANSA a margine del convegno annuale di Aeranti-Corallo, ad una domanda sui tempi di approvazione della riferma Rai. Quanto al passaggio alla Camera, il sottosegretario si è limitato a spiegare che “quello è un altro capitolo”. (ANSA, 8 luglio 2015)

Tv: Giacomelli, Agcom pianifichi frequenze in tutte regioni

(ANSA)  ”Ci aspettiamo che Agcom pianifichi le frequenze in tutte le regioni e non a macchia di leopardo ed ho massima fiducia sul fatto che l’Autorità sarà impermeabile alle pressioni delle emittenti nazionali e si muoverà in sintonia con il governo”. Lo ha affermato il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, al convegno annuale di Aeranti-Corallo, in merito alle nuove frequenze messe a disposizione dal governo per le tv locali. “Il passaggio al digitale – ha spiegato Giacomelli – è stato realizzato in modo da tutelare il duopolio, per questo si è saturato lo spettro, arrivando ad assegnare le frequenze coordinate alle reti nazionali e lasciando alle locali frequenze non assegnate all’Italia, senza alcun accordo con i paesi confinanti. Occorre dunque intervenire, senza arrivare alla chiusura delle tv locali. Per questo abbiamo messo a disposizione nuove frequenze e siamo in attesa che vengano pianificate dall’Autorità. Di fronte a ciò qualcuno ha storto il naso, ma noi l’abbiamo fatto lo stesso”. “L’obiettivo – ha sottolineato il sottosegretario – è avere tutte le frequenze italiane riconosciute a livello internazionale”. Giacomelli ha inoltre ricordato che il governo attuale ha trovato “una legge sulla rottamazione delle frequenze con risorse inadeguate: i fondi ora sono più che raddoppiati, passando da 20 a 50 milioni di euro”. L’esponente governativo ha quindi fatto sapere che nel ddl di riforma della Rai, nell’ambito della delega sul canone, “è stato inserito un punto relativo al finanziamento delle tv locali”. “I contributi – ha spiegato – sono simili a una lotteria: si parte da certe cifre all’inizio dell’anno e sia arriva a cifre molto inferiori. Il sistema deve cambiare per dare certezza e risorse adeguate. Se si desse, inoltre, valore giuridico al ruolo di servizio pubblico delle tv locali cambierebbe anche il rapporto con lo stato”. (ANSA, 8 luglio 2015)