Televisione

09 luglio 2015 | 18:25

Via libera dalla Commissione Lavori Pubblici al Senato al ddl di riforma Rai. Ora la parola passa all’Aula

(ANSA) Via libera in Commissione Lavori Pubblici al Senato al ddl di riforma della Rai. Ora il testo passa all’aula. Nella sessione pomeridiana sono stati approvati gli ultimi tre emendamenti, che erano stati accantonati. Tra questi, quello presentato dai relatori che istituisce all’interno del cda il comitato di cultura, presieduto dal presidente del consiglio di amministrazione e da due consiglieri, per lo svolgimento di funzioni di controllo e di sorveglianza sulle linee e sugli indirizzi programmatici, sullo sviluppo e sulla commercializzazione del prodotto audiovisivo nazionale. La Commissione ha dato mandato ai relatori, Raffaele Ranucci e Enrico Buemi, a riferire favorevolmente in assemblea sul testo modificato e ad effettuare le modifiche di coordinamento formale eventualmente necessarie. (ANSA, 9 luglio 2015)

Enrico Buemi (foto Olycom)

Rai: M5S vota mandato a relatore, si astiene Minzolini

(ANSA) Anche il Movimento 5 Stelle ha votato a favore del mandato ai relatori sulla riforma della Rai. Secondo quanto si apprende, il via libera è frutto di un’intesa tra il gruppo e i relatori, che presenteranno in aula un emendamento con i requisiti e le incompatibilità per ricoprire la carica di consiglieri di amministrazione. Per quanto riguarda Forza Italia, si è astenuto Augusto Minzolini, che, pur apprezzando alcune modifiche al testo, ha giudicato insufficienti i cambiamenti intervenuti, criticando in particolare i poteri dell’amministratore delegato, giudicati eccessivi. Assente, invece, Maurizio Gasparri, così come i rappresentanti di Sel. (ANSA, 9 luglio 2015)

Rai: Ranucci (Pd), in aula legge già buona ora migliorata

(ANSA) “Sulla riforma Rai si è registrata in Commissione un’ampia convergenza dei partiti presenti. Abbiamo lavorato alacremente,

sono stati accettati emendamenti di tutti. Qualcuno si sta intestando questa riforma come se fosse voluta da una parte politica o da

Raffaele Ranucci (foto Olycom)

un’altra, ma non c’è nulla di tutto questo”. Così il senatore del Partito democratico Raffaele Ranucci, relatore in Commissione Lavori pubblici sulla Riforma Rai. “Il Pd ha portato a termine una legge già buona – ha sottolineato il relatore – migliorandola per arrivare ad una Rai moderna, in grado di stare sul mercato e con un amministratore delegato che sia un vero capo azienda. Il testo arriva in aula mantenendo il profilo di una nuova governance, ma sono state riscritte le deleghe al governo come i criteri con i quali scegliere i consiglieri di amministrazione nonché l’amministratore delegato. I curricula arriveranno direttamente a presidenti di Camera e Senato e poi portati in aula per le scelte dei singoli parlamentari. Non ci saranno né incompatibilità né conflitto di interessi con la nuova riforma. L’Ad non potrà per un anno ricoprire incarichi in altre aziende. Potrà a fare tutte le nomine con l’obbligo di portarle in consiglio mentre il Presidente sarà nominato dal CdA senza alcuna indicazione. Qualsiasi scelta fatta viene garantita l’indipendenza economica della Rai”. “Inoltre – ha concluso Ranucci – il Comitato Culturale sarà sostituito dal Presidente stesso e da due consiglieri, mentre la questione su gare e appalti sarà ripresentata in aula”. (ANSA, 9 luglio 2015)