09 luglio 2015 | 17:26

Il commento di Polillo al voto sul ‘Rapporto Reda’: un buon compromesso, consumatori e industria culturale sono “sulla stessa barca”

“Un buon compromesso”. Così Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia, la Federazione italiana dell’Industria Culturale aderente a Confindustria, ha commentato il testo del cosiddetto ‘Rapporto Reda’ approvato il 9 luglio dall’Aula di Strasburgo.

Marco Polillo

Marco Polillo

“Apprezziamo il fatto che il diritto d’autore venga riconosciuto quale leva strategica per la promozione della creatività e stimolo all’innovazione”, ha continuato Polillo, sottolineando come sia stato “smontato l’assunto, presente nella prima stesura formulata dal deputato Julia Reda del partito pirata, che l’attuale normativa sulla proprietà intellettuale costituisca un freno all’innovazione e un ostacolo allo sviluppo di nuovi modelli di business su internet. Creatori e Consumatori sono invece sulla stessa “barca” ed è interesse di produttori e autori migliorare l’accesso online ai contenuti culturali, senza per questo intaccare le licenze territoriali o ribaltare il quadro vigente in materia di eccezioni e limitazioni al diritto d’autore”.
Secondo Polillo, la versione originale del rapporto era “fortemente sbilanciata e ancorata a principi e presupposti che non avevano fondamento giuridico e di mercato. Il nuovo testo sottolinea come non sia più sostenibile l’imponente “value gap” tra le remunerazioni dei fornitori di servizi (provider, motori di ricerca, aggregatori, social network) da una parte e autori e industrie culturali dall’altra”. Il Rapporto richiama anche la necessità che la Commissione svolga accurate analisi dell’impatto di eventuali nuove eccezioni al diritto d’autore”.

“Siamo convinti inoltre” ha concluso il presidente “che si debba cogliere l’occasione del progetto sul Digital Single Market per potenziare l’enforcement dei diritti in quanto la pirateria è ancora un fenomeno illecito di proporzioni straordinarie. L’auspicio è che la Commissione possa fare tesoro di questo approfondimento, adottando dei provvedimenti che possano realmente rispondere alle necessità del mercato e valorizzare l’industria culturale europea”.