Editoria

10 luglio 2015 | 9:02

Sciopero dei poligrafici Rcs. Oggi il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport non sono in edicola

“Cari lettori, oggi non troverete la Gazzetta dello Sport in edicola a causa dello sciopero dei lavoratori poligrafici e grafici di Rcs Mediagroup, che protestano dopo l’annuncio dell’azienda di volere attuare le procedure di mobilità per la gestione degli esuberi. Il giornale tornerà regolarmente in edicola domani. Gazzetta.it resterà sempre aggiornata”. Così, sul sito della Gazzetta vengono spiegate le ragioni dello sciopero  di grafici e poligrafici del Gruppo Rcs, sciopero per il quale oggi non saranno in edicola nè ‘Il Corriere della Sera’, nè ‘La Gazzetta dello Sport’.

Ecco il lancio di ieri mattina dell’agenzia MF-DJ che meglio spiega la situazione:

(MF-DJ)–Definito il piano di pensionamenti e prepensionamenti (47 in totale) al Corriere della Sera e con la solidarieta’ (3 giorni al mese) in dirittura d’arrivo per la Gazzetta dello Sport, adesso il fronte caldo in Rcs Mediagroup e’ quello relativo ai grafici e poligrafici. Il rischio concreto e’ che si arrivi alla mobilita’ per un numero totale di 260 dipendenti (dato che comprende anche i grafici e i poligrafici di Rcs Libri, in fase di cessione a Mondadori). Per l’azienda guidata dall’amministratore delegato Pietro Scott Jovane, scrive MF, la soluzione e’ ardua da trovare. Perche’ il tavolo della trattativa avviato a inizio settimana si e’ spaccato. Non e’ stata trovata, insomma, la quadratura del cerchio tra le richieste dell’azienda, che punta a risparmiare il 23-24% dei 100 milioni di costo del lavoro complessivo dell’area grafici e poligrafici intervenendo drasticamente sulla struttura, ricorrendo alla solidarieta’, e le richieste dei sindacati di categoria, in particolare Slc-Cgil e Uilcom-Uil (la Cisl non ha firmato).

Solidarietà è stata espressa anche dai giornalisti del Gruppo Rcs con questo comunicato stampa:

“I giornalisti del gruppo Rcs esprimono solidarietà ai colleghi grafici e poligrafici e condannano l’azione unilaterale dell’azienda che ha minacciato licenziamenti collettivi per la gestione degli esuberi. I vertici di gruppo, dopo non aver proceduto al secondo aumento di capitale che avrebbe garantito a Rcs lo sviluppo necessario al rilancio, continuano a spingere per un piano di risparmi che ha come uniche leve quelle del costo del lavoro dipendente e della vendita dei gioielli di famiglia (quella già perfezionata del palazzo di via Solferino e quella in trattativa della Libri). Piano di risparmi che serve a coprire i debiti causati da operazioni editoriali che ancora oggi pesano sui conti di Rcs.
Tutto questo in uno scenario di gruppo che vede la completa assenza di un piano industriale serio che punti sull’informazione e sui prodotti editoriali e con il sempre maggior ricorso alle collaborazioni e all’outsourcing in una chiara ottica di precarizzazione del lavoro.”