14 luglio 2015 | 15:38

Il digitale domina la scena, ma per l’editoria nel 2020 la stampa continuerà a essere la principale fonte di guadagno

L’istituto di ricerca Ovum ha pubblicato in questi giorni il nuovo ‘Digital Consumer Publishing Forecast’ nel quale analizza il futuro del settore dell’editoria nei prossimi cinque anni. L’analista Charlotte Miller sul sito TheMediaBriefing.com si è soffermata su alcuni punti chiave del report, concentrandosi in particolare sulla stampa e su quale sarà da qui al 2020 il suo peso in termini di guadagni per i bilanci degli editori.

Sembra strano, ma guardando ai prossimi cinque anni la stampa sopravviverà eccome. Anzi, la sua sopravvivenza sarebbe, stando a quanto dice il report, quasi sottovalutata. Il digitale domina indubbiamente le scene del settore, con gli editori che cercano di trasformare il loro business per raggiungere un’audience di lettori ultraconnessi, ma la sua crescita non è così rapida come si potrebbe pensare. A livello aggregato, combinando i guadagni provenienti dai giornali, dai libri e dalle riviste su più di 50 mercati nel mondo, si stima che nel 2020 solo il 24% dei ricavi verrà dal digitale, partendo dall’attuale 14%, con una crescita annua del 13% che raggiungerà i 74 miliardi di dollari nel 2020, partendo dai 41 del 2015.

Dunque le rotative non cesseranno presto di funzionare, neanche in America e in Gran Bretagna, dove la transizione verso il digitale è più rapida. Anche in questi due mercati, infatti, il digitale terrà una quota minoritaria del guadagno globale nel 2020, rispettivamente il 42% e 37%.

La stampa resterà la prima scelta dei consumatori nel 2020

Tra i vari segmenti nel settore editoriale, è quello del libro che guida la transizione verso i guadagni digitali. In Gran Bretagna, oggi il settore libro genera il 20% dei guadagni dal digitale, rispetto al 16% delle riviste e il 14% dei quotidiani, e queste quote saliranno rispettivamente al 63%, 32% e 26% nel 2020. Negli Stati Uniti, i livelli di digitalizzazione sono pari al 42% per i libri, al 24% per le riviste e al 17% per i quotidiani, e tra cinque anni cresceranno al 63%, 47% e 24%. Entrambi i mercati sono in testa al trend globale, che vede il settore libri generare il 17% dei ricavi digitali, rispetto al 14% delle riviste e l’8% dei quotidiani. Dal 2020, globalmente, vedremo un incremento nelle quote di guadagno digitale fino al 35% per i libri, al 31% per le riviste e al 15% per i quotidiani.

Nel 2020 i lettori pur scegliendo gli eBook, continueranno a preferire giornali e riviste stampati

In ogni caso però dati alla mano, anche in America nel mercato dei libri – il settore editoriale più digitalizzato – la stampa continuerà a contare per oltre un terzo dei guadagni nel 2020. Tra cinque anni i lettori continueranno a comprare i libri stampati, ma li integreranno con le letture digitali, continuando però a scegliere la stampa per le occasioni speciali, cominciando dai regali, per i quali il digitale non può certamente competere.

La stampa, dunque, resisterà sui libri, le riviste e i quotidiani ma, con qualche importante eccezione come l’India, essa continuerà progressivamente a diminuire il suo peso in quasi tutte le categorie e quasi in tutti i mercati. La sfida per gli editori, allora, conclude la Miller, sarà quella di massimizzare i guadagni dalla stampa cercando nel contempo di accrescere quelli dal digitale il più rapidamente possibile, innovando la propria offerta per meglio rispondere alle domande in evoluzione dei consumatori.

Ma gli editori saranno davvero così rapidi ad ‘uccidere’ il loro business storico?