Mercato

15 luglio 2015 | 17:32

GiornalistiSocial, la community con oltre 20mila giornalisti italiani

Oltre 20mila giornalisti in tutta Italia. Con un minimo comun denominatore: essere presenti con un account sui social media. E’ questo, oggi, www.GiornalistiSocial.it, la più grande community italiana di giornalisti sui social media. Una realtà nata da poco e ancora in fase di strutturazione, che però può già vantare riconoscimenti e partnership di rilievo, come quelli con il Social Media Marketing Day di Milano (Andrea Albanaese) e il Parco Nazionale delle Cinque Terre. A renderlo noto è il comunicato stampa.

Oggi GiornalistiSocial è presente su tutti i principali social media, a partire da Facebook dove è attiva – oltre che con la pagina ufficiale – con il gruppo “Giornalisti italiani su Facebook”: 16.500 iscritti e centinaia di messaggi e commenti giornalieri. Anche su Linkedin la comunità è leader con circa 3mila iscritti profilati. Mentre l’ultimo arrivato è Twitter (@mediaesocial), cresciuto di oltre mille follower dall’inizio di luglio.

Ma la community sta puntando sempre di più anche sul web tradizionale con il sito www.giornalistisocial.it: oggi in versione di prova, ma già attivo con sezioni dedicate ai tool utili per il giornalismo 2.0 e alle classifiche (giornalisti, trasmissioni, giornali, tg etc) dei più amati su Facebook.

“In un Paese in cui il 71 per cento degli Under 35 indica Facebook come prima fonte di informazione”, spiega Andrea Tortelli (36 anni, giornalista professionista originario di Brescia e gestore di diverse community on line) citando un rapporto Censis del 2015, “anche i giornalisti si devono adeguare. L’obiettivo di GiornalistiSocial.it è strutturarsi e collaborare con le realtà più autorevoli del settore, festival e agenzie, per offrire sempre nuovi servizi ai giornalisti italiani”.

Non solo. GiornalistiSocial.it è attiva anche su diversi fronti che stanno a cuore a chi di professione fa il giornalista. Con iniziative come le petizioni on line per contrastare il fenomeno della diffusione di notizie deliberatamente false su Facebook e per abolire il reato di omesso controllo o la battaglia per tutelare la dignità del lavoro e degli stipendi dei giornalisti in un mercato sempre più selvaggio, che arriva ad offrire (è un caso concreto) 200 euro al mese, con partita Iva, per cinque articoli al giorno sette giorni su sette.