Apple rischia una class action dai dipendenti: chiedono di essere retribuiti per il tempo trascorso ai controlli di sicurezza

(ANSA) Apple perde in tribunale. E ora rischia – riporta la stampa americana – una class action da parte dei suoi dipendenti, che sono stati autorizzati da un giudice di San Francisco a unire le forze contro la societa’. I dipendenti chiedono di essere retribuiti per il tempo trascorso ai controlli di sicurezza voluti da Cupertino sui loro zaini o borse.

Tim Cook (foto Olycom)

Tim Cook, ceo di Apple (foto Olycom)

La possibile class action puo’ potenzialmente raggiungere i 12.000 dipendenti ed ex dipendenti Apple in piu’ di 50 punti vendita. Il caso risale ad alcuni anni fa, quando alcuni lavoratori si erano rivolti direttamente all’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, spiegandogli in una lettera come i controlli erano imbarazzanti e umilianti. L’azione legale avviata dai singoli chiedeva la retribuzione anche del tempo necessario alle perquisizioni. La Corte Suprema americana lo scorso anno ha dato ragione alle aziende in un caso simile per un contractor di Amazon, stabilendo che le societa’ devono pagare i dipendenti per il tempo trascorso ai controlli. Le perquisizioni non sono infatti l”’attivita’ principale” dei dipendenti e per questo non sono soggette al compenso. (ANSA, 16 luglio 2015)

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