Comunicazione

17 luglio 2015 | 18:30

Netflix nel 2016 investirà cinque miliardi di dollari in programmi. Il coo Sarandos: in Italia l’abbonamento partirà da sei euro

(Agi) “Il prossimo anno vorremmo spendere 5 miliardi di dollari per la programmazione globale”. La cifra la da’, conversando con alcuni produttori italiani e stranieri anche indipendenti all’Ischia global film fest, Ted Sarandos, chief content officer di Netflix, leader nei servizi di streaming on demand che a ottobre sbarca in Italia. Netflix non costituira’ una societa’ ad hoc e l’Italia sara’ gestita come gli altri paesi direttamente dalla societa’ americana attraverso “l’entita’ europea con base ad Amsterdam. Avremo pochi dipendenti locali per il marketing e le relazioni, e lavoreremo con i fornitori locali di banda larga”. L’obiettivo e’ arrivare anche qui a produzioni ‘locali’ “di qualita’- sottolinea Sarandos – non abbiamo un business plan e cifre precise per l’Italia. Il nostro investimento sara’ proporzionale a due fattori, il numero di abbonati e l’andamento globale nel mondo dei prodotti italiani. Ma siamo sicuri che la struttura produttiva italiana sia in grado di attrarre una grande parte di questi 5 miliardi”. Il prezzo dell’abbonamento, conferma, anche in Italia partira’ dall’equivalente in euro di 7,99 dollari fino a 9 dollari, con un costo maggiore per il 4K. Netflix e’ anche convinta che “il tasso di penetrazione della banda larga italiana, che sappiamo essere un po’ indietro, crescera’ rapidamente”.

Il top manager americano indica, dopo quello in Italia, lo sbarco di Netflix in Giappone, “il primo paese in Asia”, e poi le tappe europee di Spagna e Portogallo. “Non vogliamo distruggere il sistema della distribuzione in Italia – puntualizza ancora – anche quando siamo arrivati altrove, la prima reazione e’ stata di confusione e di paura. Si pensava la gente abbandonasse la tv, e invece non e’ accaduto”. Punto di forza dell’offerta Netflix, “la qualita’”, dice Sarandos. La societa’ californiana ritiene che “le voci locali sono potenti”, e la’ dove individua progetti validi, come e’ gia’ successo in 17 paesi, investe in proprie produzioni. “In Messico ci siamo da tre anni e ora abbiamo dato vita a ‘Club Cuevas’, serie sul mondo del calcio che sara’ come sempre lanciata in tutti i paesi contemporaneamente – aggiunge – in Francia dopo soli due mesi e’ nata ‘Marseille’, una serie sulla politica. ‘Marco Polo’, girata tra Venezia, il Kazakistan e la Malesia, e’ stata una produzione con 800 addetti e offerta in 27 lingue con un successo incredibile, tanto che da due settimane sono iniziate le riprese della seconda stagione. Insomma, “una localizzazione delle produzioni su una piattaforma globale”. In Italia “speriamo di avere accordi ancora prima del lancio di Netflix”, rivela Sarandos, convinto della rapida crescita della banda larga in tutte le zone del paese. Un ‘piedino’ nella penisola Netflix l’aveva gia’ messo tre anni, fa siglando con Raimbow (la societa’ del fenomeno globale Winx, ndr.) l’acquisizione della loro library prima e ora ampliando l’intesa con una nuova produzione di animazione (“settore per noi fondamentale, in Canada diamo lavoro a piu’ disegnatori che chiunque altro”, spiega)” attesa per il 2016. “Non abbiamo pregiudizi sulle proposte di progetto – dice – ma pensiamo che le produzioni europee in lingua inglese finiscano per essere poco americane e poco europee. Superiamo le barriere linguistiche con sottotitoli e doppiaggio. Netflix non e’ solo per i giovani, ospita tutti i generi perche’ i gusti sono vari e vorremo avere il meglio di qualunque genere”. (Agi, 17 luglio 2015)

Ted Sarandos

Ted Sarandos