20 luglio 2015 | 13:14

I video tra i migliori sistemi per raggiungere i millennials. Cresciuti del 40% in un anno gli advertiser su YouTube

Daniela Colombo – Il numero degli advertiser su YouTube è cresciuto più del 40% l’anno scorso, a dimostrazione di come i grandi brands oggi cerchino sempre di più di raggiungere i millennials -termine con il quale gli advertiser indicano gli utenti tra i 18-34 anni – attraverso la piattaforma video di Google.

Tara Walpert Levy, managing director of agency solutions di Google

Secondo quanto sostengono da YouTube, i 100 top brands, inseriti nelle classifiche stilate da Interbrand, hanno speso il 60% in più dell’anno scorso. YouTube non ha parlato direttamente di guadagni, ma i dati indicano chiaramente quanto il sito abbia beneficiato dell’esplosione del video advertising dovuto soprattutto al fatto che i millennials stanno molto tempo sul sito.

Ruth Porat, cfo di Google, come riporta il Financial Times sul suo sito, ha definito la significativa crescita nei guadagni di YouTube come il picco del trimestre, mentre Tara Walpert Levy, managing director of agency solutions di Google ha invece direttamente parlato di un improvviso boom per la piattaforma, con gli advertiser – ha spiegato – che hanno cominciato a capire come i giovani youtuber stiano diventando delle celebrità con i loro canali e show.

Molti brand hanno come partner delle star di YouTube che creano i loro video attorno al marchio. Il numero di visualizzazioni mensili è aumentato del 55% dai 40 miliardi di visualizzazioni dell’anno precedente. Sicuramente i millennials “affollano” YouTube ma, secondo quanto riportano anche le ricerche Nielsen, l’audience si sta espandendo al di fuori di esso, con il sito che raggiunge le persone tra i 18 e il 49 anni più di qualsiasi altro canale via cavo in America.

Secondo i dati riportati da Google durante la recente presentazione dei suoi bilanci, il tempo speso su Youtube è aumentato del 60% di anno in anno, con la visualizzazione di video da mobile che tocca una media di 40 minuti.
Walpert Levy ha parlato anche dei cambiamenti apportati da YouTube per rendere la sua piattaforma più attraente per gli advertiser, a cominciare dalla creazione, con Nielsen e ComScore, di specifici sistemi di misurazione  per aiutare gli inserzionisti a comparare i risultati ottenuti con le campagne video con quelli delle campagne pubblicitarie televisive. E’ stato introdotto anche Google Preferred, un servizio che permette di inserire le pubblicità solo vicino al 5% di video più visti su YouTube, venendo così associati a un contenuto particolarmente virale o a quello di una star di YouTube, piuttosto che a un contenuto meno popolare.

Secondo i dati di E-Marketer, continua il Financial Times, il mercato dei video promozionali l’anno scorso è cresciuto del 53%, toccando i 5,6 miliardi. La previsione è che cresca del 34% quest’anno, fino a raggiungere i 7,8 milairdi di dollari. YouTube da solo detiene il 19.35% di questo mercato e per quest’anno la crescità potrebbe portarlo a conquistare una fetta del 20%, anche se non bisogna dimenticare la concorrenza che la piattaforma deve comunque affrontare, con Facebook in lizza per aumentare le vendite di video pubblicitari e altri social come, Twitter o Snapchat, che stanno focalizzando la loro attenzione sui prodotti video.