21 luglio 2015 | 16:34

‘Essere una donna è ancora un mestiere complicato. Diamogli il suo giusto valore’. Parte la campagna di ‘Pubblicità Progresso’ sul tema della disparità salariale (VIDEO)

Uno spot video per le reti televisive nazionali e un’immagine per la campagna stampa in cui una donna regge una banconota da 10 euro che però ne vale 7. Parte oggi, 21 luglio,  la seconda fase di ‘Punto su di te’, la campagna dedicata da ‘Pubblicità Progresso’ sul tema della parità di genere, che, dopo aver affrontato nel 2013 il tema della discriminazione sessuale, lancia il suo messaggio contro la disparità di salario tra lavoratori e lavoratrici, con le donne che in Italia guadagnano fino al 30% in meno dei colleghi uomini.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina alla Casa dei Diritti di Milano dal presidente della Fondazione Pubblicità Progresso Alberto Contri, in una conferenza stampa nella quale sono intervenuti l’ex ministro del lavoro Enrico Giovannini, la sociologa Bianca Beccalli, presidente del centro Genders dell’Università degli Studi di Milano, il consigliere di Parità della Regione Lombardia Carolina Pellegrini (Ncd),  Francesca Zajczyk, delegata del sindaco per le pari opportunità  del comune di Milano, l’onorevole Lia Quartapelle (Pd) in collegamento via Skype e l’onorevole Mariastella Gelmini (FI) con un video messaggio.

“In Italia la differenza salariale si attesta attorno all’8%, ben al di sotto della media europea, che arriva al 16%”, ha esordito l’ex ministro Giovannini spiegando però come questo risultato sia solo in apparenza positivo e dovuto principalmente al fatto che molte donne trovano occupazione nel settore pubblico dove gli stipendi sono livellati in virtù dei contratti nazionali. A ben guardare i dati Istat infatti la realtà lavorativa per le donne italiane è molto più complicata, cominciando ad esempio dal fatto che molte si trovano costrette ad accettare contratti part time, a differenze delle loro colleghe straniere che lo scelgono volontariamente. Tra le cause più scontate che possono generare questa disparità salariale intervengono anche elementi legati alla possibilità di fare carriera, soprattutto in quei settori, come quello assicurativo o finanziario in cui, per usare un’espressione di Giovannini è richiesto un “ultra impegno, anche al di fuori dell’orario di lavoro”, che risulta penalizzante per le donne, sopratuutto per quelle che vogliono formare una famiglia. Non a caso in Italia, per la difficoltà di reinserirsi, 1 donna su 4 abbandona il lavoro dopo la nascita del primo figlio. Insomma, una discriminazione che è figlia di altre discriminazioni, e che, ha concluso Giovannini, si può risolvere solamente attraverso precisi cambiamenti normativi con investimenti nelle infrastrutture e soprattutto, cambiamenti culturali.

Proprio sulla scia della necessità di sensibilizzare su questo problema che, come ha sottolineato l’onorevole Gelmini spesso è passato sotto silenzio se non addirittura considerato un ‘non-problema’, parte il video realizzato da Young & Rubicam Italia, Bedeschi film e girato dal regista Claudio Gallinella. Nell spot, realizzato con una telecamera nascosta si riprende un colloquio di lavoro, svoltosi realmente nello studio di un head hunter dove è preferito un uomo a una donna, per la quale si considera ‘troppo alta’ la richiesta economica, pur essendo la stessa espressa dal candidato maschio.

“Essere una donna è ancora un mestiere complicato. Diamogli il suo giusto valore” è il messaggio che conclude il video, con l’invito a visitare il portale www.puntosudite.it, completamente ridisegnato da Angelini Graphic Design, tramite il quale sarà possibile denunciare pubblicità sessista allo IAP, e chiedere di rimuovere contenuti sessisti da Youtube e da Google; conoscere le associazioni che si impegnano nel perseguire la parità di genere o trovare enti e istituzioni che possono fornire aiuti concreti su temi come violenza, figli, famiglia, salute, anziani, famiglia. E ancora una rassegna stampa di articoli su tematiche femminili, aggiornamenti su libri, spettacoli, mostre, eventi o campagne sociali realizzate sul tema della parità di genere, incluse quelle realizzate da aziende che ne hanno fatto una questione di Corporate Social Responsibility.

Oltre alla pianificazione video e web la campagna prevede anche comunicati radio e formati per poster elettronici.

Nella foto da sinistra: Alberto Contri, Giovanni Bedeschi e Vicky Gitto