Comunicazione

22 luglio 2015 | 10:24

Stimato un incasso fino a 4 miliardi di euro per il Governo dalla privatizzazione di Poste Italiane

(MF-DJ) Dalla privatizzazione di Poste Italiane si profila un incasso compreso fra 3,2 e 4 miliardi, che portera’ il saldo delle cessioni del Governo di Matteo Renzi a 13,5 miliardi. Lo scrive il Messaggero, spiegando che sembra assodato che al pubblico indistinto venga riservato il 12% del capitale.

Francesco Caio (foto Olycom)

Francesco Caio, ad di Poste Italiane (foto Olycom)

Nei giorni scorsi, scrive il quotidiano, sono proseguiti gli incontri fra le banche coinvolte nel collocamento atteso a fine ottobre: i dieci istituti del consorzio stanno stringendo le file nella messa a punto della complessa operazione, dalle valutazioni fino agli aspetti tecnici delle modalita’ di collocamento. Per quanto riguarda il valore da attribuire a Poste, nelle ultime ore sarebbe stata ristretta la forchetta originaria che spaziava da 6 a 13 miliardi: in un confronto particolarmente dialettico tra gli istituti, stanno prevalendo i criteri portati avanti dalle tre banche italiane (Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Unicredit), appoggiate almeno da quattro estere, coagulando una maggioranza che punta a ridurre il range a 8-10 miliardi.
La proposta finale dovrebbe comunque portare a una raccolta compresa fra 3,2 e 34 miliardi. L’offerta globale riguarda il 40% di Poste, compresa la greenshoe; un’altra recente decisione delle banche riguarda la ripartizione del collocamento: una quota del 30% rappresentera’ l’offerta pubblica ripartita in tre tranche: pubblico indistinto, dipendenti e tranche riservata al lotto maggiorato che e’ destinato ai risparmiatori piu’ facoltosi. Considerando che il lotto medio verra’ fissato su un controvalore di 3-4 mila euro, quello maggiorato sara’ di importo pari a circa cinque lotti normali. Sono previste bonus share, cioe’ assegnazioni gratuite di titoli ai dipendenti: un titolo gratis ogni 20 a condizione che il pacchetto sia mantenuto per 12-15 mesi. Nel nuovo statuto verra’ fissato un tetto del 5% al possesso azionario per evitare scalate sgradite. Venerdi’ 31 luglio si terranno il Consiglio di amministrazione e l’assemblea per decidere alcuni aspetti legati all’Ipo, come l’allargamento del Cda da 5 a 7 (e poi a 9 dopo la quotazione). (MF-DJ, 22 luglio 2015)