22 luglio 2015 | 14:38

Premiati i vincitori della prima edizione del premio giornalistico ’38 volte basta!’, indetto dall’associazione Antea sul tema delle cure palliative e della terapia del dolore

Vera Michela Martinella con l’articolo ‘Hospice usati più di prima, ma male’ pubblicato da Corriere.it è la vincitrice della prima edizione del Premio Giornalistico “38 volte basta!”, riservato ad articoli pubblicati su testate, cartacee o web, regolarmente registrate. Al secondo posto si è classificato Cesare Sangalli di www.altrevoci.it con l’articolo ‘No, woman no cry’ seguito da Cinzia Pozzi di Ok Salute e Benessere con l’articolo ‘Addio al dolore: la genetica ci curerà’.
Promosso da Antea Associazione Onlus, il premio prende spunto dall’omonima campagna per la divulgazione delle Cure Palliative e della Terapia del Dolore tutelate dalla Legge 38 del 2010, ma ancora troppo poco conosciute, e ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Lazio, Comune di Roma, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Fnsi, Federazione Cure Palliative, Asmi e Centro Documentazione Stampa che ha messo a disposizione i premi.

La premiazione si è tenuta presso il Centro Antea di Roma alla presenza dei giurati Mario Bernardini, Presidente Associazione Stampa Medica Italiana; Claudia Monti, Presidente Antea Associazione Onlus; Sandro Spinsanti, Direttore dell’Istituto Giano per le Medical Humanities e il Management in Sanità di Roma, Marco Spizzichino, Dirigente Ufficio XI “Cure Palliative e Terapia del Dolore” del Ministero della Salute e Daniela De Robert, Giornalista Rai e compagna di Francesco Marabotto giornalista prematuramente scomparso, estremamente sensibile alle tematiche della salute, attento all’assoluta correttezza dell’informazione scientifica e amico di Antea e del suo gruppo dirigente da oltre 15 anni cui il premio era dedicato.

Già annunciata la seconda edizione del premio, con una novità: la possibilità di partecipare anche con dei filmati. A breve nel sito Antea verranno pubblicati il bando e le modalità di partecipazione.

Al link sono disponibili i testi degli articoli premiati

Ecco di seguito, come riportate dal comunicato stampa, le motivazioni della giuria:

Prima classificata Vera Michela Martinella – testata: Corriere.it – “Hospice usati più di prima, ma male”
L’articolo riporta un’analisi reale e puntuale di un tema particolarmente delicato. Ricco di fonti scientifiche, esplicita chiaramente la funzione degli hospice e quindi il senso e la finalità delle cure palliative e della centralità della qualità della vita dei pazienti. Prendendo spunto da ricerche lontane dal nostro contesto in quanto nordamericane riesce con molta chiarezza a denunciare i problemi assistenziali nel nostro paese relativamente alle reti di cure palliative. L’articolo illustra in modo efficace come sia fondamentale un’adeguata informazione ai malati di cancro per evitare che chiedano cure invasive sperando di guarire. Ne risulta una convincente perorazione per maggiore adeguatezza nel ricorso agli hospice.

Secondo Classificato Cesare Sangalli – testata: www.altrevoci.it – “No, woman no cry”
L’articolo presenta un’accurata divulgazione dei contenuti della legge 38/2010 e dei cambiamenti implicati dal passaggio dall’anestesia alla medicina del dolore, delineandone scenari e criticità, ponendo l’attenzione anche alle carenze di politica sanitaria nell’implementazione della legge, con un ottimo approfondimento giornalistico. Mostra un apprezzabile approccio empirico e non ideologico ai diversi rimedi al dolore ed avvicina alla medicina del dolore senza usare la scorciatoia della drammatizzazione.

Terza classificata Cinzia Pozzi – testata: Ok Salute e Benessere- “Addio al dolore: la genetica ci curerà”
L’articolo, ricco di informazioni, scorrevole e completo, introduce aspetti della medicina del dolore con un linguaggio preciso e al contempo estremamente accessibile, offrendo un quadro dello stato di ricerca in corso e degli avanzamenti della terapia. Iniziando dalla ‘insensibilità al dolore’ si passa alla ‘terapia personalizzata’ in casi di ’dolore cronico’ con le necessarie valutazioni dello ‘studio della persona malata’ non soltanto per la sua componente fisica. L’articolo può svolgere una funzione divulgativa nei confronti di una patologia che potrebbe non sembrar tale.