Editoria

22 luglio 2015 | 18:01

Damiano al dibattito sulla riforma dell’Inpgi: nel sistema pensionistico va salvaguardata la flessibilità in uscita. Una forma di solidarietà è doverosa solo sopra i 90mila euro

(ANSA) ”Vedo che il premier ha un piano molto ambizioso di riduzione delle tasse. Non vorrei che si sacrificasse quello che è l’obiettivo di oggi: quello di dare flessibilità in uscita al sistema previdenziale”. E’ quanto ha affermato il presidente della commissione lavoro della Camera Cesare Damiano, intervenendo ad un dibattito organizzato dall’associazione Puntoeacapo-Tutela sulla riforma delle pensioni dell’Inpgi. Damiamo ha ricordato il suo progetto che prevede la possibilità di andare in pensione dai 61 ai 70 anni, con meccanismi di penalizzazione che arrivano all’8% per chi va in anticipo ed ha detto di essere ”totalmente contrario” ad un passaggio totale dal retributivo al contributivo, come proposto dal presidente dell’Inps. ”Costerebbe il 30% e sarebbe un guaio che si aggiunge ai guai del passato, cioè a quella riforma Fornero che stiamo cercando di cambiare”.

cesare Damiano

Cesare Damiano, presidente della commissione lavoro della camera

I temi più strettamente collegati con la riforma dell’Inpgi sono stati trattati dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino che ha sollecitato l’Istituto ad un confronto più ampio con la categoria, e dal portavoce di Puntoeacapo, Carlo Chianura che è anche membro del Cda dell’Istituto di previdenza dei giornalisti. Nonostante la manovra – ha detto – i calcoli dell’attuario indicano un azzeramento del patrimonio in trent’anni. Nel mirino c’e’ in particolare una parte della proposta, prevista dalla manovra che l’Inpgi approverà il 27 luglio, per correggere i conti: quella di applicare un prelievo di solidarietà che varia dallo 0,5 all’1,5% sulle pensioni oggi erogate. ”L’Inpgi esiste per pagare non per tagliare le pensioni e la solidarietà va fatta su base volontaria – ha detto Chianura – La manovra generale, sulla quale c’e’ un assenso generale, va approvata rapidamente ma questa parte va stralciata in un provvedimento ad hoc”. Chianura ha poi proposto di ”dare un segnale alla categoria” con una riduzione dei compensi degli amministratori dell’istituto, a partire del Presidente. Damiano ha concordato sul fatto che ”non si possono e non si devono toccare le prestazioni” ma ha anche sostenuto che una forma di solidarietà ”è possibile e doverosa sopra i 90 mila euro, sopra i 5.000 euro netti mensili di pensione è giusto tassare”. Ma questo – ha aggiunto – significa che ”la solidarietà di chi ha pensioni alte deve rimanere dentro il sistema e andare a chi ha pensioni basse”. Ha quindi invitato i giornalisti a rendere sostenibile le pensioni del proprio istituto che gode di autonomia. ”Non va bene chi rivendica autonomia quando ci sono le vacche grasse e poi chiede l’intervento pubblico quando va in rosso. Questo non è possibile. Non va che la previdenza degli operai, che è in equilibrio, paghi le pensioni ai giornalisti”. (ANSA, 22 luglio 2015)