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23 luglio 2015 | 11:39

Un maggior numero di connessioni da mobile, non significa necessariamente un maggior numero di utenti online. Il confronto tra la situazione delle tlc in Italia e in Spagna

Daniela Colombo – Non è una novità che il livello di penetrazione delle piattaforme telefoniche in Italia e Spagna non corrisponde a quello osservato più a Nord in Europa, ad esempio in paesi come quelli scandinavi, in Francia, in Germania o nel Regno Unito. Molte di queste differenze possono essere messe in relazione con livelli più bassi di investimenti fatti dai governi dei paesi del sud Europa per le infrastrutture delle tlc e, soprattutto dopo la recessione globale iniziata nel 2008, con la riduzione più marcata del potere di spesa del consumatore in questi stessi paesi.

Partendo da questo presupposto generale, eMarketer ha cercato di scendere nel dettaglio e capire quale differenze esistano nello specifico tra Italia e Spagna. Punto di partenza sono i dati del recente rapporto International Telecommunication Union (ITU), basati sulle risposte a questionari inviati annualmente alle autorità e alle compagnie di tlc, così come sulle informazioni ottenute dai ministeri, agli enti regolatori e alle organizzazioni di settore, nazionali e internazionali, che rivelano dei modelli interessanti.

Chiaramente l’interazione di linee fisse, comunicazioni mobile e digital è piuttosto diversa nei due paesi. Nel 2014 in Spagna si è raggiunto il massimo livello di penetrazione di contratti di telefonia fissa rispetto all’Italia, e in apparenza i livelli più alti di banda larga fissa. Da parte sua l’Italia ha registrato il doppio delle connessioni da cellulare che hanno toccato quota 94,2 milioni contro i 50,8 milioni della Spagna, e una penetrazione della connessione da mobile molto più alta, con il 154,2% contro il 107,8 % della Spagna.

Giudicando da questi risultati, sottolinea l’analisi, in Italia l’anno scorso si sarebbe registrata una maggior diffusione della telefonia mobile, mentre la Spagna potrebbe aver raggiunto l’apice nella comunicazione su linea fissa. Si potrebbe così spiegare la considerevole differenza nella penetrazione di internet? Secondo i dati Eurostat citati dall’ITU, però, nei tre mesi precedenti al sondaggio nel 2014 in Italia era online il 62% dei consumatori di età compresa tra i 16 e i 74 anni, contro il 76,2% della Spagna. (Secondo le stime di eMarketers sull’uso di internet in tutte le fasce d’età, il 58% degli Italiani si è connesso almeno una volta al mese attraverso qualsiasi dispositivo nel 2014, contro il 66,4% in Spagna).

Dunque c’è molto di più oltre al mobile. Ormai la linea fissa non è un prerequisito per l’accesso a internet e grazie all’avvento degli smartphone le piattaforme per il mobile e l’uso del web vanno ora di pari passo. Dunque se telefoni più avanzati sono maggiormente diffusi in Spagna, questo potrebbe far crescere il livello nazionale nell’uso di internet.

La valutazione di eMarketer sulla diffusione degli smartphone nei due marcati porta a questa conclusione. In Spagna il 56,3% di utenti di telefonia mobile hanno avuto almeno uno smartphone l’anno scorso e lo hanno usato almeno una volta al mese; in Italia la percentuale è del 48,9%.
Non solo: la Commissione Europea ha dichiarato che in Spagna chi naviga sul web è più incline a usare lo smartphone per connettersi rispetto agli italiani. Quando nell’ottobre 2014 l’istituto di ricerca TNS Opinion & Social ha valutato l’uso di internet tra i 15enni, in Italia il 68% degli intervistati ha dichiarato di usare lo smartphone per connettersi, contro l’85% dei coetanei spagnoli, che, tra l’altro, rappresentano la percentuale più alta rispetto a qualsiasi altro mercato.