Cinema, Televisione

23 luglio 2015 | 12:39

L’Antitrust Ue mette sotto indagine Sky Uk. Si sarebbe accordata con sei ‘major’ americane per impedire agli abbonati europei di vedere film e usufruire di servizi al di fuori di Gran Bretagna e Irlanda

(ANSA) L’antitrust Ue ha avviato un’indagine formale su Sky Uk e sei ‘major’ di film Usa (tra cui Disney , Paramount, Sony, Twentieth Century Fox e Warner) perché ritiene che abbiano fatto accordi per impedire ai consumatori Ue abbonati Sky di fruire altrove in Europa, sia online che via satellite, dei servizi disponibili in Gb e Irlanda.

Margrethe Vestager (foto Olycom)

“I consumatori Ue vogliono vedere i loro canali di pay-tv indipendentemente da dove vivano o viaggino in Europa. La nostra indagine mostra che oggi non possono farlo, anche perché gli accordi di licenza tra le major del cinema e Sky Uk non consentono ai consumatori in altri Stati Ue di accedere ai servizi di Sky Uk e Irlanda, via satellite oppure online”, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, convinta che ciò sia “una violazione delle regole Ue sulla concorrenza”. Gli ‘studios’ Usa negoziano licenze per contenuti audio-video, come i film, con ogni singola pay-tv in ogni Stato membro (o più Stati Ue che hanno la stessa lingua). L’indagine della Commissione, aperta da gennaio 2014, ha identificato clausole negli accordi di licenza tra sei ‘major’ e Sky Uk che richiedono a Sky di bloccare l’accesso ai film dal suo servizio di pay-tv online (il cosiddetto ‘geo-blocking’) e da quello via satellite ai consumatori fuori dal suo territorio nazionale (Gran Bretagna e Irlanda). C’è poi un’altra clausola che chiede alle case di produzione di film, quando negoziano licenze con altri ‘broadcaster’ diversi da Sky Uk, di assicurare che essi non forniscano i loro servizi in Gran Bretagna. Il risultato di tutto ciò, scrive la Commissione europea, è che “queste clausole garantiscono ‘l’assoluta esclusività territoriale’ a Sky Uk e/o altri broadcaster, eliminando la concorrenza tra tv e ripartendo il mercato interno tra i confini nazionali”. La Commissione aveva già sollevato dubbi sugli accordi tra i film studios e altri broadcaster europei come il francese Canal Plus, Sky Italia, Sky Deutchland, e l’indagine in questi Stati membri è ancora in corso. L’indagine in Gran Bretagna invece arriva oggi al suo primo passo formale: l’antitrust Ue ha inviato uno ‘Statement of objection’ a tutte le parti interessate, dove formalizza le sue accuse. Le parti ora possono rispondere e difendersi e solo dopo aver esaminato la loro posizione la Commissione prenderà una decisione sul prossimo passo, che può arrivare, in ultima analisi, anche alla multa se non ci saranno stati rimedi nel frattempo e le motivazioni non convinceranno. (ANSA, 23 luglio 2015)