Editoria

24 luglio 2015 | 15:07

Il gruppo Nikkei assicura: piena indipendenza editoriale al Financial Times. Ma da Londra il ‘Guardian’ lancia la sfida: solo noi testata inglese di qualità

(ANSA) Il gruppo Nikkei si impegna al pieno rispetto di cultura e indipendenza, anche editoriale, del Financial Times, la testata britannica della City di cui ieri ha annunciato l’acquisto con l’esborso di 1,32 miliardi di dollari. “Il Financial Times rimarrà il Financial Times. E il Nikkei è il Nikkei”,

Naotoshi Okada, president and ceo Nikkei Inc.

Naotoshi Okada, president and ceo Nikkei Inc.

ha assicurato il direttore generale e Ceo del gruppo nipponico Naotoshi Okada, nella conferenza stampa a Tokyo presso l’Hotel Imperial. “Saranno rispettate le culture editoriali di ciascuno. Se ci sono problemi, ne discuteremo”. Il gruppo Nikkei, che pubblica tra l’altro l’omonimo quotidiano finanziario forte di oltre 3 milioni di copie vendute al giorno, era alla ricerca della crescita all’estero per diventare un player “globale” e superare anche i problemi di una economia domestica incerta: “abbiamo deciso di accelerare il percorso della globalizzazione”, ha detto Okada, menzionando le pressioni competitive che vedono i lettori sempre più spostarsi sulle versioni digitali. In questo contesto, le sinergie possibili tra le due testate finanziarie potranno contare sul combinato di quasi 1 milione di “utenti” digitali. Okada ha osservato che l’acquisizione si inserisce nella strategia del Nikkei di rafforzare la copertura estera, soprattutto in Asia, ma anche in Europa e Usa. “Finora ci siamo concentrati sulle notizie giapponesi per i lettori giapponesi”, ha continuato il manager. Con le aziende nipponiche in espansione in Asia, “non possiamo rispondere alle richieste dei lettori, con la sola copertura del Giappone”. Il Financial Times ha un’infrastruttura digitale più avanzata del Nikkei (“sono un passo davanti a noi e possiamo imparare”). Il presidente del gruppo, Tsuneo Kita, ha affermato che la svolta negoziale è maturata nelle ultime 5 settimane: “Avendo già rapporti consolidati, siamo stati contattati dal gruppo Pearson, intenzionato a vendere il Financial Times Group. Ieri, in videoconferenza, abbiamo definito gli ultimi dettagli”. Kita ha detto di non essere molto a suo agio con la conoscenza del Ft, perché il suo inglese non è fluente: “Non ho la capacità di leggere, ma mi ci cade sempre lo sguardo”. Il Nikkei ha lanciato un nuovo sito web in lingua inglese e il magazine (Nikkei Asian Review) a fine 2013, nel tentativo di diventare il principale riferimento di news finanziarie in Asia: “il nostro data base copre attualmente 100 società dell’area e saliranno a 300 entro fine anno, includendo anche compagnie cinesi e indiane”, ha concluso Okada. Ai rilievi sull’esborso giudicato eccessivo da alcuni analisti, Okada ha replicato di ritenere l’onere “perfettamente recuperabile” in base al potenziale dell’alleanza.(ANSA, 24 luglio 2015)

Editoria: Guardian sfida Ft, solo noi testata Gb di qualita’

(ANSA) Fa effetto sulla stampa londinese, l’annuncio di ieri della cessione del prestigioso Financial Times alla Nikkei, grande news company del Giappone, per 844 milioni di sterline. E il Guardian – giornale di diversa connotazione, ma competitore temibile sul fronte dell’informazione ‘alta’ e soprattutto dell’online – coglie l’occasione per lanciare la sua frecciata: presentandosi ai lettori come una sorta di ultima trincea del giornalismo di qualita’ veramente britannico. La vicenda del passaggio di mano del Ft e’ richiamata dal Guardian in prima pagina, con un riquadro accanto alla testata in cui spiccano due coloratissimi Union Jack. Accanto si legge: “Basato in Gran Bretagna, di proprieta’ britannica: The Guardian, il tuo giornale di qualita’”. Una sfida indiretta, ma trasparente all’ormai ‘giapponese’ Financial Times. Il giornale rosa, da parte sua, per una volta titola su se stesso, limitandosi pero’ alla cronaca. La transazione, conferma, e’ stata chiusa a sorpresa con Nikkei, grazie a “un’offerta dell’ultimo minuto” che ha permesso al gigante dell’informazione finanziaria di Tokyo di vincere “il duello” finale col colosso editoriale tedesco Axel Springer. (ANSA, 24 luglio 2015)