25 luglio 2015 | 19:33

Gli Agnelli interessati all’Economist. Dopo Il Financial Times, Pearson sta cedendo il 50% del settimanale. Trattativa con Exor, già azionista al 5%

(Corriere.it) La famiglia Agnelli è in trattativa con Pearson — il gruppo editoriale inglese che ha appena ceduto alla giapponese Nikkei il «Financial Times» — per acquistare una quota dell’«Economist» e salire rispetto al 5% già in proprio possesso.

John Elkann (foto Lastampa)

John Elkann (foto Lastampa)

Pearson possiede il 50% del prestigioso settimanale inglese e ha appena confermato la volontà di cedere sul mercato l’intero pacchetto. Il restante 50% è più frazionato tra gli ex dipendenti, le famiglie inglesi come quella che possiede il gruppo alimentare Cadbury e gli storici banchieri Rothschild. Gli Agnelli tramite Exor sono già azionisti con poco meno del 5% dell’«Economist» e ora questa quota sarebbe rimpolpata, anche se per garantire l’indipendenza del settimanale la finanziaria resterebbe ben al di sotto del 50%. Dunque devono esserci altri compratori ma la trattativa è ancora nel vivo e per ora non è emerso un secondo acquirente. La governance del gruppo che edita l’«Economist» è molto complessa e bisognerà tenerne conto in fase di cessione.Gli Agnelli interessati a una quota dell’«Economist»

La famiglia Agnelli è in trattativa con Pearson — il gruppo editoriale inglese che ha appena ceduto alla giapponese Nikkei il «Financial Times» — per acquistare una quota dell’«Economist» e salire rispetto al 5% già in proprio possesso. Pearson possiede il 50% del prestigioso settimanale inglese e ha appena confermato la volontà di cedere sul mercato l’intero pacchetto. Il restante 50% è più frazionato tra gli ex dipendenti, le famiglie inglesi come quella che possiede il gruppo alimentare Cadbury e gli storici banchieri Rothschild. Gli Agnelli tramite Exor sono già azionisti con poco meno del 5% dell’«Economist» e ora questa quota sarebbe rimpolpata, anche se per garantire l’indipendenza del settimanale la finanziaria resterebbe ben al di sotto del 50%. Dunque devono esserci altri compratori ma la trattativa è ancora nel vivo e per ora non è emerso un secondo acquirente. La governance del gruppo che edita l’«Economist» è molto complessa e bisognerà tenerne conto in fase di cessione.