27 luglio 2015 | 10:43

Vocalelli torna alla guida del Corriere dello Sport-Stadio: “un giornale scomodo, duro, controcorrente”. De Paola coordinatore delle strategie editoriali del gruppo Amodei

Corriere dello Sport / Stadio 27/07/2015 – L’editoriale del nuovo direttore Alessandro Vocalelli – Un caro amico, parlando del mio ritorno alla direzione del Corriere dello Sport-Stadio, non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione: «Come Mancini all’Inter: c’è sempre una seconda volta». Devo dire che mi hanno colpito ancora di più le parole di un brillante manager che conosce benissimo lo sport e l’editoria: «Come Francesco Amodei ha rivoluto Antonio Ghirelli al suo fianco, così suo figlio Roberto ha fatto con te».

Alessandro Vocalelli (foto Olycom)

Ecco, come potrei non ringraziare Roberto Amodei, il «mio» Editore, per un’opportunità così straordinaria? E’ un’emozione tornare a dirigere il Corriere dello Sport-Stadio – dopo averlo fatto per nove e felicissimi anni dal 2003 al 2012 – e di conseguenza arrossire per quel riferimento a un Maestro come Antonio Ghirelli. Non penso e non penserò mai di poterlo emulare, anche se la mia vita professionale si è tante volte incrociata con lui. Con Ghirelli ho sostenuto l’esame da professionista: lui dall’altra parte del tavolo, in commissione, sembrava quasi mi volesse suggerire con gli occhi le risposte appropriate. Con Ghirelli ho avuto un rapporto speciale in quei nove anni di cui vi dicevo. Lui, editorialista principe, si faceva spesso sentire con quella sua musicale e inconfondibile inflessione napoletana. E ogni volta la stessa gag. Lui mi diceva: «Vedi direttore…». E io rispondevo: «Qui l’unico Direttore sei tu…». E oggi? Oggi ho l’onore di essere il presidente di un prestigiosissimo premio letterario. Il Premio Antonio Ghirelli: quando si dice il destino. Insomma, non posso che ringraziare ancora una volta l’Editore per tutto questo. Tornare a dirigere un giornale fantastico, anzi un sistema di comunicazione fantastico (perché l’informazione adesso si fa su carta e in digitale) in cui sono cresciuto. La mia casa per oltre trent’anni, prima di salutare momentaneamente tre anni fa. Tre anni in cui anch’io ho arricchito il mio bagaglio professionale con eccezionali esperienze. A Repubblica, alla Rai, al Comitato Promotore per le Olimpiadi di Roma 2024 che mi aveva assegnato un ruolo di grande prestigio e in cui ho lavorato fino a poche ore fa. Non è stato facile salutare un gruppo di lavoro a cui faccio – non più per spirito di appartenenza, ma solo per convinzione assoluta – i miei auguri più caldi e convinti. Perché organizzare in Italia la più Grande Festa dello Sport sarebbe bellissimo e un’occasione forse irripetibile per il Paese. Possiamo farcela, perché solo chi ha visto all’opera da vicino Giovanni Malagò – che ha fatto partire l’operazione con passione, energia, qualità – e Luca di Montezemolo, che ha dato un fortissimo impulso alla sfida e assunto la Presidenza con la riconosciuta autorevolezza, sa quante carte possiamo giocare in questa Partita. Insomma, sono stati per me – lontano dal Corriere – tre anni intensissimi. Ma sempre con il Corriere nel cuore. Non mi crederete, probabilmente, se vi dico che in questi tre anni non ho mai saltato un giorno in edicola o un’approfondita visita al sito. In un discorso emotivo che non si è mai interrotto. E che sono pronto a riprendere, al fianco di una redazione di grandi eccellenze. Insieme faremo un lavoro profondo, soprattutto innovativo, nel solco della tradizione ma con uno sguardo sempre più proiettato al futuro. Vogliamo essere attenti, informati, competenti; divertenti, perché lo sport è un brivido intenso; seri e severi nei confronti dei nostri interlocutori. In fondo già lo sapete: un giornale pieno di storie, approfondimenti, inchieste, opinioni, un giornale che vuole andare oltre le cose che accadono. Un giornale scomodo, duro, controcorrente. Con un nostro stile, asciutto e diretto. Perché ci piace il dibattito, il confronto serrato, che non fa sconti e non ha pregiudizi. Un giornale libero da qualsiasi convenzione: che risponde unicamente ai tifosi, ai nostri tifosi. A voi.

Corriere dello Sport-Stadio 26 LUGLIO 2015 - L’EDITORE, ROBERTO AMODEI – «Dopo tre anni, Paolo De Paola lascia la direzione del Corriere dello Sport-Stadio per assumere l’incarico di Coordinatore delle strategie editoriali del nostro Gruppo. Dopo tre anni, Alessandro Vocalelli torna a dirigere il Corriere dello Sport-Stadio da cui si era congedato nel 2012, al termine di un mandato lungo nove anni. Le nuove sfide imposte da un mercato in continua evoluzione sono alla base di queste scelte. In questi tre anni, il lavoro di De Paola è stato proficuo e brillante: in una congiuntura particolarmente delicata e difficile, ha cambiato pelle al giornale, ha dato un contributo di fondamentale importanza alla multimedialità che oggi contraddistingue il Corriere dello Sport- Stadio e la sua versione on line corrieredellosport.it. La nomina a Coordinatore delle strategie editoriali del Gruppo costituisce il riconoscimento alla sua professionalità. Al tempo stesso, il ritorno di Vocalelli al timone del Corriere dello Sport- Stadio è un segnale di continuità nel rinnovamento di uno fra i più prestigiosi quotidiani italiani che in ottobre compirà 91 anni e, ogni giorno, si dimostra sempre più dinamico e pronto a rispondere alle richieste dei propri lettori. Giornalisticamente nato e cresciuto nel nostro giornale, Vocalelli ne conosce ogni meccanismo e ogni punto di forza per assicurarne lo sviluppo e il successo. E’, questa, un’estate di grandi novità per il Corriere dello Sport-Stadio, dopo il varo del nuovo sistema editoriale sul web e il radicale rinnovamento del sito. Stiamo elaborando una serie di iniziative, originali e variegate, che scatteranno con il nuovo campionato: auspichiamo che incontrino il vostro consenso. Per noi, da sempre, è questo ciò che conta di più. Auguri di buon lavoro a De Paola, Vocalelli e a tutta la redazione».

DE PAOLA – «Il quarto giornale italiano con quasi un milione seicentomila lettori, posizione consolidata nell’ultimo rilevamento. Dirigere il Corriere dello Sport- Stadio è passione, orgoglio ma anche profondo divertimento senza il quale è difficile condividere emozioni. Dopo tre anni e due mesi ringrazio ancora l’editore Roberto Amodei (che mi aveva già affidato la direzione di Tuttosport) per il prestigioso incarico di coordinare le strategie editoriali di tutto il Gruppo. Proprio al Corriere dello Sport, Antonio Ghirelli fu il maestro che aprì un solco nel giornalismo sportivo italiano rompendo gli schemi e modificando il linguaggio. I processi di cambiamento a volte sono lunghi, ma diventano obbligatori per garantire la crescita. Oggi questo giornale ha fatto della multimedialità la sua parola d’ordine aprendosi sempre più al dialogo con i lettori e garantendo un approfondimento più analitico delle notizie. Le partite durano novanta minuti, le discussioni sono infinite e sempre più documentate. Rimanendo nei limiti del rispetto per tutte le posizioni abbiamo argomentato, perorato cause, espresso dissenso o persino indignazione senza mai urlare e utilizzando un linguaggio semplice e comprensibile. Muoversi nelle pieghe del tifo è molto più complesso di quanto possa avvenire nei meandri delle distinzioni politiche. Qui non si scherza affatto perché soprattutto il calcio è materia emozionale, proprio per questo motivo va trattata con grande serietà. Il futuro? Ritrovare nel calcio, come nello sport in generale, valori quali lealtà e condivisione. Troppi steccati, inaspettati egoismi hanno inaridito un territorio caratterizzato da generosità e passione. Le inchieste sul calcio corrotto fanno male, ma ci rincuorano le recenti imprese europee delle nostre squadre, come quelle di un fenomeno chiamato Valentino Rossi o i successi nella scherma. Mai come quest’anno è tornato un mercato calcistico d’altri tempi che sicuramente avrà un rimbalzo qualitativo sul prossimo campionato. Ritrovare competitività e bellezza ci imporrà di avere stadi adeguati. Lo sosteniamo da tempo e stiamo finalmente assistendo alla loro realizzazione. Troppo importanti quei ricavi e quel livello di comfort da poterne fare a meno. Lascio il timone a un collega stimato come Alessandro Vocalelli che saprà sapientemente raccogliere le sfide che aspettano il Corriere dello Sport-Stadio e saluto una redazione che ha saputo flettersi con dedizione e passione anche in momenti difficili. Infine un milione e seicentomila grazie a chi ci segue da anni semplicemente con passione».