Editoria

27 luglio 2015 | 18:20

Giornalisti: aumenta dello 0,50% l’aliquota contributiva. Sale l’età pensionabile. La manovra approvata dall’Inpgi

(ANSA) Incremento dello “0,50%” dell’aliquota contributiva a carico del giornalista, dal primo gennaio 2016, innalzamento dell’età pensionabile per il trattamento di vecchiaia per gli uomini a 66 anni già dal prossimo anno, mentre per le donne, progressivamente, arriverà ai 66 anni nel 2020. E’ quanto previsto dalla manovra approvata dall’Inpgi, in base alla quale per la prestazione previdenziale di anzianità ci vorranno “almeno 62 anni di età”, e fino al 31 dicembre 2021 sarà possibile accedervi “con almeno 40 anni di anzianità contributiva a prescindere dall’età anagrafica”. La manovra, che prevede l’innalzamento dello 0,53% del contributo a carico dell&rsquoazienda dal primo gennaio 2016, è stata varata dall’Inpgi, Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti, per mettere in sicurezza i conti dell’Ente, e dovrà essere approvata dai Ministeri vigilanti per entrare in vigore; la Cassa presieduta da Andrea Camporese ha poi varato la delibera di recepimento della Legge di stabilità, che stabilisce la concessione di sgravi contributivi per l’assunzione di giornalisti a tempo indeterminato. Fra gli altri capitoli, l’introduzione di un contributo di solidarietà, “per 5 anni, dall’approvazione della delibera, alle pensioni che rientrano nelle fasce fino a 30.000 euro (0,5%), da 30.000 a 60.000 euro (1%) e da 60.000 a 91.251,15 (1,5%), garantendo, in ogni caso, sottolinea l’Ente, “l&rsquoerogazione del trattamento minimo Inps”, oggi pari a circa 6.000 euro lordi annui. La riforma, spiega Camporese, “appare inevitabile sul piano del rispetto delle norme di legge e della tutela stessa degli interessi degli iscritti”, poiché la crisi del settore “ha subito una fortissima accelerazione nell&rsquoultimo triennio con un indice di perdita di posti di lavoro sei volte superiore a quello registrato nel Paese”. Il presidente dell’Inpgi dichiara ancora che “un neo assunto, a parità di contribuzione con il sistema generale, riceverà un assegno di pensione superiore del 28″, nonostante l&rsquointervento varato”, mentre “un disoccupato, nonostante la limatura dell&rsquoassegno, riceverà una integrazione al reddito doppia rispetto al sistema generale”. Infine, “il contributo straordinario e temporaneo richiesto ai pensionati, circa 20 euro al mese per una pensione di 60 mila euro, si colloca in un contesto generale di sacrificio a sostegno del destino complessivo della categoria”.  (ANSA, 27 luglio 2015)

Andrea Camporese, presidente Inpgi (foto Olycom)

Andrea Camporese, presidente Inpgi (foto Olycom)