Protagonisti del mese

28 luglio 2015 | 10:11

Per le agenzie Gianni Di Giovanni ha in mente un modello virtuoso

“Il modello di business delle agenzie di stampa deve cambiare, perché così le cose non funzionano più. Internazionalizzazione, digitalizzazione e integrazione con le attività di comunicazione sono i tre capisaldi su cui costruire il futuro”, dice l’amministratore delegato dell’Agi, Gianni Di Giovanni e vice presidente della categoria delle agenzie nazionali di stampa della Fieg. .

“Il fatturato di qualsiasi azienda di questo settore è in declino da ormai una decina d’anni sia nel comparto dei media, sia per quanto riguarda i servizi per le aziende”, spiega Di Giovanni. “L’uso strategico dei social, specialmente Twitter che rappresenta la disintermediazione totale del nostro sistema, fa sì che i nostri servizi per le aziende, che prima rappresentavano una scialuppa di salvataggio nei momenti di difficoltà siano meno richiesti. Bisogna ripensare tutto”.

“La professionalità di un giornalista non potrà mai essere sostituita da un qualsiasi clip, pur prodotto dal personaggio più competente e autorevole Dobbiamo modificare il modello di business”, osserva Di Giovanni. “L’Agi lo sta facendo su tre capisaldi fondamentali: internazionalizzazione, completa digitalizzazione e integrazione con le attività di comunicazione”.
E sulla bozza dei criteri per le convenzioni tra agenze e istituzioni, a cui ha lavorato il sottosegretario ell’editoria, Luca Lotti, Di Giovanni dice: “Dopo tanti rinvii e tante lungaggini siamo arrivati a norme chiare e ben definite. Io credo che nel 2016 vada fatto il passo successivo per arrivare a quel principio di accorpamento virtuoso che ci consentirà di procedere speditamente verso la razionalizzazione del mercato. E per creare condizioni virtuose sarebbe opportuno che ci fosse una grande agenzia che trascina con sé un paio di agenzie più piccole. Ci vuole però una convenienza significativa”.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 463 – Agosto 2015