Protagonisti del mese

28 luglio 2015 | 10:11

Dimagrita e pimpante

Medusa festeggia vent’anni sotto le bandiere di Mediaset. La celebrazione come major regina della commedia italiana è coincisa con la presentazione del nuovo listino della stagione 2015-2016. Un modo per raccontare che la società, dopo un periodo di rallentamento, è ritornata al centro del business della produzione e distribuzione cinematografica anche per soddisfare la fame di Pier Silvio Berlusconi, che vuole i prodotti migliori per arricchire l’offerta di Premium

Alla festa per i vent’anni di Medusa che si è svolta alla Casa del Cinema di Roma a fine giugno era curioso osservare Carlo Rossella e Giampaolo Letta che, accogliendo col garbo di sempre una folla calorosa di attori, autori, produttori e gente di cinema, sembravano quasi un po’ disorientati, come chi è tornato a vedere la luce dopo essere stato nel buio di un tunnel. Per la coppia che guida il cinema di Mediaset – Rossella alla presidenza dal 2007, Letta amministratore delegato dal 2004 – è stato un giorno speciale. La celebrazione dei primi venti anni di Medusa e del suo ruolo di major italiana – un investimento complessivo di un miliardo sul cinema italiano e di mezzo miliardo sul cinema straniero, con circa 1,6 miliardi di incasso al botteghino, più di qualsiasi altra distribuzione nazionale, major americane comprese, con 700 film distribuiti – è coincisa con la presentazione del nuovo ricco listino della stagione 2015-2016, segno che la società, che negli ultimi anni sembrava in una fase di smantellamento, è invece di nuovo pimpante con un catalogo di una ventina di titoli, decisamente più importante e di peso rispetto agli ultimi anni.
Tante commedie italiane per cominciare e, prima di tutte, ‘Quo vado?’, l’attesissimo film di Checco Zalone, l’asso di Medusa, che il prodigioso incasso di 52 milioni – il più alto al botteghino degli ultimi vent’anni – realizzato dal precedente ‘Sole a catinelle’ ha innalzato al rango di nuovo vate della comicità made in Italy. Senza dimenticare i nuovi Aldo, Giovanni e Giacomo e Ficarra & Picone – le grandi scoperte della casa – o gli ormai solidi marchi di Paolo Genovese e Fausto Brizzi che tornano con ‘Perfetti sconosciuti’ e ‘Forever young’ e in più la scommessa sulla rinascita del cinepanettone che rimette in pista i campioni del genere, Neri Parenti alla regia e i mattatori Christian De Sica e Massimo Ghini.
Anche una limitata ma significativa presenza di film internazionali, con in testa il nuovo family di Steven Spielberg ‘Big friendly giant’ e altri due titoli statunitensi, il thriller ‘Now you see me: second act’ e l’action ‘Deepwater Horizon’, affiancati da due film francesi, ‘The transporter legacy’, scritto e prodotto da Luc Besson, e ‘Un momento di follia’ con Vincent Cassel, oltre alla commedia giovanilistica tedesca ‘Fuck you, prof!’, campione al botteghino in Germania. Medusa non si è fatta mancare neppure la linea del film d’autore rappresentata, in particolare, da ‘Chiamatemi Francesco’, scritto e diretto da Daniele Luchetti e prodotto dalla Taodue, di sicuro richiamo perché è il primo film sul Papa argentino, e da segnalare anche le due ‘sperimentazioni’ destinate al pubblico più giovane, ‘Mezzogiorno meno un quarto’ e ‘On air’, che portano al cinema i The Pills, celebre brand del web, e il fenomeno radiofonico dello Zoo di 105.
Dopo una seria cura dimagrante imposta dai tagli di Mediaset legati alla crisi dei ricavi pubblicitari, liberata dalla proprietà delle sale, ridotta l’attività home video fatta in partnership con la Warner, ridimensionati gli uffici e gli organici, Medusa ha ripreso a muoversi su linee molto precise. “Negli ultimi anni ci siamo concentrati a riorganizzare e riconfigurare la società, tarando l’investimento e le attività”, dice Giampaolo Letta, “e lo abbiamo fatto focalizzando le nostre risorse sul prodotto italiano sacrificando interamente le acquisizioni estere. Riprendere ora con un listino così corposo e completato anche da una buona pattuglia di cinema internazionale è un passo avanti importante”.
Rispetto al passato, quando si investivano 60 milioni solo sulla produzione, dei quali 35-40 sul cinema italiano, il budget si è ristretto (30 milioni per coproduzioni, preacquisti e acquisti di cinema italiano, 12 milioni per le attività di promozione e intorno agli 8 milioni per i film stranieri), ma Letta, che ha gestito gli anni d’oro di Medusa e tenuto duro nella fase in cui c’era da tirare la cinghia, sottolinea “un bel salto di qualità: con la quota sul cinema italiano che non ha subito grandi variazioni, avere di nuovo un mix di titoli nel listino come un tempo è una buona base per ripartire”.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 463 – Agosto 2015