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29 luglio 2015 | 14:54

Il presidente Agcom, Cardani: l’Italia in ritardo nella banda ultralarga. Se dovessero mancare investimenti dai privati potrebbe intervenire lo Stato

 (MF-DJ) “Noi diamo un’idea agli operatori di quelli che saranno i prezzi, compresa la parte relativa alla fibra. Abbiamo un grosso problema di arretratezza generale del digitale italiano che si esprime su tante debolezze”.

Il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani (foto Olycom)

Lo dice in un’intervista a Repubblica il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, aggiungendo che “l’accesso alla rete e’ un fattore irrinunciabile. Ma quando si scende nel dettaglio, spesso si incespica in disservizi inevitabili. La rete in rame e’ diffusa oltre che relativamente vecchia. Ovvio che ci siano rotture e malfunzionamenti. Il nostro problema e’ che siamo gli unici ad avere una sola rete generale. In altri Paesi e’ stata cambiata la rete in fibra e il cavo tv costituisce una buona alternativa”.

Quello della banda larga, spiega Cardani, “e’ un tema complesso. Quello che serve sono i servizi che viaggiano sulla fibra. Se ci fosse una domanda forte gli operatori fornirebbero i loro servizi molto volentieri a prezzi piu’ alti nella misura in cui sono piu’ efficienti. Ma l’Italia si trova in condizione di svantaggio per la mancanza di una sana pressione concorrenziale”. Sulla fibra, sottolinea il presidente dell’Agcom, “c’e’ la possibilita’ di trasportare in maniera efficiente l’intrattenimento. Ma non solo: e’ lo Stato che ne potrebbe beneficiare maggiormente. Penso alla telemedicina, all’anagrafe elettronica direttamente a casa. Questo per dire che lo Stato potrebbe intervenire se i privati non dovessero sentirsi di investire nell’innovazione somme importanti. Penso a uno ‘Stato digitale’ che potrebbe cambiare l’Italia”. (MAF-DJ, 29 luglio 2015)