29 luglio 2015 | 16:09

La presidente Rai Tarantola in Commissione di Vigilanza: la legge garantisca l’indipendenza da interferenze economiche e politiche. Tra il 2012 e il 2014 risparmiati più di 300 milioni di euro

(askanews) Per legge alla Rai “dovrebbe essere garantita l’indipendenza da possibili interferenze economiche e politiche, condizione essenziale per giustificare l’esistenza di un servizio pubblico finanziato dai cittadini”.

Anna Maria Tarantola (foto Olycom)

Lo ha detto la presidente della Rai, Anna Maria Tarantola in una audizione davanti la commissione di Vigilanza. “La domanda di molti – ha aggiunto – e’ se il servizio pubblico sia ancora utile. Il ruolo del mercato e’ importante ma sono convinta che anche nell’era del digitale non sia venuta meno la necessita’ del servizio pubblico che e’ creare una nazione e supportare la coesione sociale”. Tarantola ha spiegato che “in un mondo in cui l’immateriale conta quanto se non piu’ del materiale”, la Rai “dovra’ essere sempre piu’ un editore che offre contenuti di qualita’ differenti da quelli delle tv private, e un produttore che si sa avvantaggiare ed adattare al nuovo contesto digitale”. Tarantola ha sollecitato “un editore indipendente”, che possa puntare “all’eccellenza dei contenuti e della tecnologia grazie a risorse certe e adeguate, capace di dotarsi di una buona organizzazione e di una buona gestione”. Non c’e’ dubbio, ha aggiunto, che lo Stato debba “supportare questo progetto in una logica di investimento sul futuro della nazione”. La Rai, ha detto ancora Tarantola, “deve essere motore di innovazione e creativita’ di prodotto e di tecnologia operando con standard di economicita’, affidabilita’ ed elevata professionalita’, oltre che di trasparenza nella gestione e nelle modalita’ di funzionamento, attenendosi sempre ai principi di una buona governance”. La presidente di viale Mazzini ha sostenuto, allargando il discorso al tema della riforma dell’ente radiotelevisivo, che cio’ “richiede nuove strategie da parte della Rai, ma richiede anche un nuovo quadro normativo necessario per agevolare l’azienda nel complesso processo di transizione da broadcaster a media company di servizio pubblico”. Il ddl di riforma all’esame del Parlamento “introduce nuove regole di governance e delega il governo ad emanare nuove norme in materia di finanziamento del servizio pubblico e di riordino e semplificazione delle disposizioni vigenti. Si tratta di temi di grande rilievo, fortemente interrelati tra di loro”. (askanews, 29 luglio 2015)

Rai: Tarantola, nel triennio 2012-2014 risparmi per oltre 300 mln
(AGI) Nel triennio 2012-2014 in casa Rai sono state effettuate riduzioni (risparmi) di costo per oltre 300 milioni di euro, investiti 350 milioni di euro per anno in produzioni indipendenti e, nel triennio, circa 350 milioni di euro in tecnologia, mantenendo l’offerta radio-televisiva. Lo ha detto la presidente Anna Maria Tarantola, presidente dell’azienda di viale Mazzini, nel corso dell’audizione di oggi in commissioen di Vigilanza. Ed ha sottolineato che tutto questo e’ avvenuto “nonostante la riduzione dei ricavi dovuta alla forte diminuzione della pubblicita’ (da 745 milioni nel 2012 a 675 milioni nel 2014) e al ridimensionamento del canone (da 1,73 miliardi nel 2012 a 1,59 miliardi nel 2014, al netto della decurtazione dei 150 milioni per effetto del D.L. 66/2014)”. (AGI, 29 luglio 2015)

Rai: Tarantola, ogni giorno 42,4 mln italiani vedono tv pubblica
(AGI) Immagionare che la Rai sia stata ferma in questi anni e’ immaginare male, perche’ “ha operato fattivamente per essere in grado, anche nel nuovo contesto, di essere vitale e competitiva”, e i numeri sono dalla sua parte: leadership negli ascolti televisivi sia nell’intera giornata (37,5%) sia nel prime time (39,3%). E ogni giorno 42,4 milioni di italiani (il 75% della popolazione) guardano uno dei canali televisivi Rai, ascoltano uno dei canali radiofonici o visitano uno dei nostri portali internet. Lo ha detto la presidente Anna Maria Tarantola nel corso dell’audizione in commissione di Vigilanza, aggiungendo che “alla quantita’ di ascolti si associa una favorevole valutazione di qualita’, come mostrano le indagini condotte da societa’ esterne indipendenti (in una scala da 1 a 10, qualita’ percepita pari a 7,5 e valutazioni della corporate reputation pari a 6,7)”. Tarantola ha anche rilevato che un altro importante ‘cantiere’ Rai affronta l’articolazione territoriale, “che viene talora giudicata eccessiva e non efficiente”. Si tratta di un aspetto delicato “che stiamo affrontando con equilibrio, coniugando l’esigenza di razionalizzazione con quella di salvaguardia e valorizzazione delle identita’ territoriali e della coesione sociale. La dimensione locale dell’informazione, proprio in questo mondo complesso, globalizzato e connesso, se ben strutturata e organizzata, puo’ svolgere un ruolo importante e vitale per la collettivita’”. E per la presidente di viale Mazzini “non e’ un caso che ovunque in Europa questa dimensione sia stata mantenuta (ad esempio in tutti i rinnovi di Charter o Convenzioni) e addirittura sviluppata”. E c’e’ poi la dimensione internazionale – “non l’abbiamo dimenticata” – con la presenza di corrispondenti nei principali Paesi, programmazione di Rai World trasmessa sul canale Rai Italia, coproduzioni e collaborazioni con altre emittenti. Sono “tutti ambiti in cui l’attuale dirigenza e’ intervenuta con operazioni di riassetto e rivitalizzazione”. E a proposito di strategie vincenti, “va continuato il percorso virtuoso intrapreso per aumentare la capacita’ di generare valore pubblico attraverso una maggiore competitivita’, l’adozione di nuove modalita’ produttive e di business e la produzione di programmi di qualita’ in tutti i generi”, come pure “va completata la trasformazione da broadcaster a media company”. Sara’ compito del nuovo Cda definire il Piano industriale 2016-2018, per intanto il direttore generale sta elaborando alcune linee di possibile evoluzione che verranno presentate nella riunione di domani del Cda di viale Mazzini. “Sulla base dell’esperienza svolta, a titolo di contributo personale, ritengo – ha detto Tarantola – che se la Rai vuole mantenere la centralita’ che ancor oggi ha nel sistema audiovisivo, accentuare il profilo di distintivita’ identitaria e valoriale rispetto ai media privati e rafforzare la solidita’ economico-finanziaria debba continuare ad agire sui tre fronti gia’ ben declinati nel piano 2013-2015, ovviamente con obiettivi operativi aggiornati”. Ad esempio, sul fronte della tecnologia, “oltre ad essere presente su tutte le piattaforme con tecnologie d’avanguardia, dovra’ sviluppare servizi multi-schermo interoperabili e disporre di competenze idonee a soddisfare le sfide tecnologiche (anche attraverso un ampio programma di formazione). Su quello dell’offerta dovra’ puntare sempre, costantemente e con convinzione sulla qualita’ dei contenuti. Realizzare un’offerta destinata ai canali nativi digitali e al mobile internet anche come strumento per combattere l’invecchiamento dell’utenza e attuare un chiaro posizionamento editoriale su tutte le piattaforme. Sarebbe altresi’ utile predisporre un software per guidare l’utente con interfacce intuitive nella scelta di un’ampia gamma di programmi”. Non vanno poi trascurati i programmi che sono e resteranno caratteristici della tv lineare quali l’informazione, lo sport (anche quelli minori) e i grandi eventi, che vanno anzi rafforzati. “Infine, ma non ultimo, rendere Rai piu’ internazionale attraverso un’offerta piu’ attenta ad un pubblico straniero”. Sono operazioni che “richiedono rilevanti investimenti che potranno essere sostenuti attraverso una continua e incisiva opera di ottimizzazione dei costi e di un’attenta selezione delle iniziative, ma non solo. Servono anche risorse pubbliche certe ed adeguate. Rai puo’ svolgere un ruolo importante nella costruzione della societa’ digitale sia attraverso la propria programmazione che con la propria azione aziendale”. (AGI, 29 luglio 2015)