Televisione

29 luglio 2015 | 18:48

Il ministro Padoan alla Commissione di Vigilanza: rinnovo del cda Rai con la legge Gasparri

(AGI) Procedere al rinnovo del Cda della Rai con la legge Gasparri. E’ l’indicazione, secondo quanto apprende l’Agi, fornita dal governo

Pier Carlo Padoan (foto Olycom)

: in Commissione Commissione vigilanza della Rai – riferiscono fonti parlamentari – e’ arrivata una missiva del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in cui si sollecitano i componenti della Commissione stessa a procedere “quanto prima” in tale direzione. Il sollecito del ministro dell’Economia arriva proprio alla vigilia del dibattito sulla riforma della Rai, che approda nel pomeriggio al Senato e che nelle intenzioni del governo dovra’ essere approvata entro venerdi’. E’ in corso un dialogo tra il Pd e le forze dell’opposizioni per accelerare l’iter. “Il clima e’ molto piu’ disteso”, sottolinea un senatore di largo del Nazareno. Forza Italia e Pd, viene riferito, in Vigilanza si sono mostrati favorevoli a seguire l’indicazione del ministro.

“Con l’approvazione il 25 maggio scorso del bilancio Rai relativo all’esercizio del 2014 da parte dell’assemblea e’ venuto a scadenza il mandato dell’attuale Consiglio di amministrazione della Rai nominato nel 2012″. E’ quanto scrive il ministro Pier Carlo Padoan al presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico (M5S). “Come a lei noto, l’attuale normativa di riferimento prevede che il Consiglio di amministrazione della societa’ sia composto da nove membri nominati dall’assemblea, di cui sette designati dalla Commissione da lei presieduta – si legge nella lettera – come noto, i consiglieri di amministrazione di Rai, devono possedere specifici requisiti indicati dalla normativa di riferimento e dallo Statuto e sono rieleggibili una sola volta. In relazione a quanto sopra, sono a chiederle di voler comunicare le designazioni di spettanza della Commissione, al fine di procedere quanto prima al rinnovo dell’organo amministrativo della societa’”, mette nero su bianco il titolare dell’Economia.  (AGI, 29 luglio 2015)

Rai: per riforma resta deadline del 31 luglio in Senato
(AGI) Resta in Senato, nonostante la sollecitazione del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a procedere alle nomine del Cda con la legge Gasparri, la deadline dell’approvazione della riforma Rai per venerdi’ prossimo, 31 luglio.  E’ quanto si apprende da qualificate fonti parlamentari. Stasera, dopo l’approvazione del bilancio interno del Senato, si comincera’ a esaminare in Aula il ddl, con gli emendamenti all’articolo 1 del testo. Sui tempi per procedere alle nomine, fonti parlamentari spiegano che il presidente della Vigilanza, Roberto Fico, avra’ questa sera dei contatti con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per conoscere le intenzioni del Governo. Domani mattina poi si riunira’ l’Ufficio di presidenza della Vigilanza per le comunicazioni del presidente. (AGI, 29 luglio 2015)

Rai: rinnovo cda con la Gasparri, riforma rischia stop
Padoan da il là alla Vigilanza. Scontro in Senato su tempi ddl

(ANSA) Il governo, alla fine, ha dovuto arrendersi: tra le minacce di ostruzionismo dell’opposizione e i mal di pancia nel Pd, rinnovare il consiglio di amministrazione Rai con la nuova legge avrebbe comportato tempi lunghi e una faticosa battaglia in Parlamento. Così, il premier ha deciso di rompere gli indugi e, tramontata l’ipotesi di un decreto, di procedere con la legge Gasparri. La decisione è stata comunicata ai membri Pd della Commissione di Vigilanza e formalizzata con una lettera alla bicamerale del ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan, in qualità di azionista della tv pubblica, con l’invito ad andare avanti in tempi brevi con l’elezione di sette dei nove membri del cda. La scelta è arrivata, con una accelerazione un po’ inattesa, alla vigilia della votazione finale in Senato sul disegno di legge, scompaginando le carte della trattativa e provocando dubbi tra i parlamentari sulla necessità, a questo punto, di procedere a tappe forzate per l’approvazione. Da un lato la capigruppo ha deciso di andare avanti con il calendario prefissato, che prevede per venerdì 31 il sì di Palazzo Madama, dall’altra però ha deliberato di convocare una nuova riunione domani alla luce delle novità che verranno fuori. Sono ore frenetiche, infatti, per tentare di trovare la quadra. Mentre il governo annunciava la presentazione di nuovi emendamenti, che dovrebbero aprire le porte alle richieste di M5S (su incompatibilità per l’elezione a membro del cda e sulla trasparenza nella gestione aziendale) e Lega Nord, con il conseguente ritiro di molti degli oltre 1500 emendamenti presentati, Forza Italia prometteva battaglia. “Questo provvedimento di riforma della Rai contiene dei veri obbrobri”, attacca il capogruppo Paolo Romani, contestando la scelta di lasciare invariato il termine per il voto. Ostruzionismo, dunque, con la presentazione di almeno 500 subemendamenti, alla scadenza di domani alle 9.30. Ottenuto il voto con la legge attuale, salutato con un tweet da Maurizio Gasparri, gli azzurri puntano anche a fermare la riforma che pure avevano contribuito a modificare. Contro il governo anche il Movimento 5 Stelle, che parla di volontà lottizzatoria. Domani sarà una giornata decisiva: i membri Pd della Vigilanza si incontreranno in mattinata per decidere come procedere, poi alle 14 l’ufficio di presidente della Vigilanza deciderà le tempistiche. Il presidente Roberto Fico ha sollevato alcune perplessità sulla possibilità di votare prima della pausa estiva, annunciando la volontà di rivedere il regolamento. Un accordo tra le forze politiche è necessario per procedere, soprattutto perché il presidente deve avere i due terzi dei voti. Secondo i calcoli, quattro membri del cda andranno al Pd (ma uno potrebbe finire alle sigle minori), due al centrodestra, uno a M5S. Al Tesoro spetta indicare il proprio componente. L’attesa, però, è soprattutto per il dg su cui Matteo Renzi dovrebbe avere le idee ormai chiare. La scelta dovrebbe ricadere su una donna: in corsa Marinella Soldi di Discovery, Patrizia Grieco, presidente di Enel, e la toscana Antonella Mansi, ex presidente della Fondazione Mps.