Televisione

29 luglio 2015 | 18:44

Giacomelli: la Rai non può subire i tempi della politica

(AGI) “Non e’ immaginabile che il governo forzi un ramo del parlamento” per accelerare i tempi e non favorire il confronto fra le forze politiche, “e non abbiamo il diritto di imporre all’azienda un periodo di immobilismo per aspettare i tempi della politica”.

Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni

Cosi’ il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle comunicazioni, Antonello Giacomelli, intervenendo in Aula al Senato, dove e’ iniziata la discussione sulla riforma della Rai.

Giacomelli ha chiarito la posizione del governo, anche alla luce della lettera inviata oggi dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan alla Vigilanza Rai, per sollecitare il rinnovo dei vertici aziendali con la legge Gasparri. Se non si procedesse al rinnovo dei vertici Rai, ha spiegato ancora Giacomelli, si avrebbe “un lungo periodo di prorogatio” che costringerebbe l’azienda a un “immobilismo” che avrebbe “un costo inaccettabile”. E cio’ alla luce del fatto che un “rapido passaggio della riforma alla Camera attualmente non e’ nei fatti”. D’altra parte, ha aggiunto il sottosegretario, “non ho mai avuto la sensazione che le opposizioni considerassero le norme attuali” contenute nella legge Gasparri, e con le quali per il governo ora si dovrebbe procedere al rinnovo del cda, “un attentato alla costituzione”.

Giacomelli ha quindi invitato i senatori a “mantenere separati i due piani: la riforma ha un valore in se’ e io sarei per proseguire con i tempi gia’ fissati dal Senato e poi alla Camera con i tempi che decidera’. Altro piano e’ invece il rinnovo dei vertici Rai. Oggi il governo responsabilmente comunica alla Vigilanza che si puo’ procedere. Cosa accade ora? Il ‘quanto prima’” di Padoan nella lettera “e’ affidato all’interlocuzione tra la Vigilanza e il ministro per determinare i tempi e le modalita’ piu’ opportune per il rinnovo, chiedo solo che al governo sia riconosciuta la posizione di accettazione del confronto parlamentare, con un tempo ampio di discussione ma senza far pagare all’azienda i tempi della politica”. Giacomelli ha ricordato infine: “il governo ha accolto l’invito a non blindare il testo e vi sono elementi per migliorarlo ancora, la nostra volonta’ e’ intatta”. (AGI, 29 luglio 2015)