30 luglio 2015 | 18:10

I 100autori alla politica: gli autori siano rappresentati nel nuovo management della Rai

di Anna Rotili – Secondo il ’100autori pensiero’ oggi più che mai la sfida della Rai si gioca sul prodotto, ed è con questa convinzione che questa mattina, con un evento organizzato alla Casa del cinema, la più rappresentativa associazione di categoria degli scrittori e registi di cinema e tivù

Andrea Purgatori (foto Olycom)

-presente anche nel Cda della Siae che è l’ unico socio dello Stato nella Rai spa con lo 0,47% delle azioni – ha chiesto a gran voce che chi crea e produce i contenuti abbia un ruolo nella nuova governance, qualunque essa sia, che la politica si accinge a dare all’azienda pubblica.

“ E’ curioso che nella nuova governance della Rai ci sia la politica, ci siano i dipendenti della Rai, ma non chi fa il prodotto” ha sottolineato Andrea Purgatori, coordinatore dei 100Autori, che insieme al presidente Francesco Bruni ha presentato un ventaglio di proposte mirate a riorganizzare industrialmente ed editorialmente la produzione di fiction, del documentario, dell’animazione e dei contenuti web della Rai. Un modo per marcare il territorio in vista dei due importanti appuntamenti in calendario che sono il rinnovo della concessione Stato Rai entro maggio 2016 e la delega in mano al governo per la revisione della legge Gasparri e del Tusmar, due passaggi fondamentali per determinare l’ assetto che avrà il servizio pubblico del futuro.

La Rai che vogliono i Cento Autori, capace di competere sul mercato internazionale raccogliendo la sfida dei nuovi attori come Netflix dovrà ridistribuire i diritti con i produttori e gli autori e darsi un nuova configurazione trasformando RaiFiction in quattro direzioni editoriali con precise allocazioni di budget e diverse responsabilità ma dialoganti tra loro. Una dedicata al prodotto destinato prioritariamente al pubblico di casa con la mission dei grandi ascolti, una a vocazione internazionale mirata a fare quei contenuti in grado di competere con Sky e Hbo con un vincolo della Rai a partecipare al massimo al 50% del budget, a coprire il resto partner stranieri. Sono incluse anche una direzione per la sperimentazione di formati per il web e un’altra per lo scouting, il tutoraggio e il debutto di nuovi autori e produttori di contenuti low budget con garanzia di adeguata collocazione su un canale generalista o tematico. Inoltre i canali kid della Rai (YoYo e Gulp) dovranno avere un budget di produzione per realizzare non meno del 50% del volume complessivo della messa in onda. Ciascuna delle reti Rai dovrà inoltre prevedere budget produttivi specifici per il documentario in linea con lo spazio che questo genere nelle sue varie forme ha acquisito nel panorama televisivo internazionale.

A rincalzo di questa nuova architettura produttiva della Rai i 100 Autori suggeriscono l’introduzione di sanzioni e penali a carico dei broadcaster che non rispettino le quote obbligatorie di investimento e di programmazione oltre alla definizione di specifiche quote per le coproduzioni internazionali, i nuovi formati documentari e cartoni.

C’è anche un retroscena. I 100autori avrebbero voluto condividere questa uscita pubblica iniziativa insieme aiproduttori dell’Anica che invece si è chiamata fuori. “Non è la prima volta che noi facciamo un passo avanti e poi loro ci seguono” spiega Purgatori a Prima “Più che divergenze sui temi c’è stato un problema di tempistica e di opportunità politica. Anica ha ritenuto che non fosse questo il momento giusto per fare delle proposte, noi invece proprio per l’accelerazione della politica ad andare velocemente ad un ricambio dei vertici Rai, abbiamo pensato che lo fosse”.