Televisione, Televisione

31 luglio 2015 | 11:14

Via libera del Senato al ddl Rai. Il relatore Ranucci: con la riforma il servizio pubblico torna a competere sul mercato. Le critiche da Lega e M5S (DOCUMENTO)

(MF-DJ) Con 142 voti favorevoli e 92 contrari il Senato ha approvato La riforma della Rai. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera. (MF-DJ, 31 luglio 2015)

Maria Elena Boschi (foto Olycom)

Maria Elena Boschi (foto Olycom)

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Rai: Boschi, ok Aula Senato primo passo importante
(AGI)  ”Sono soddisfatta, e’ un primo passo importante. Probabilmente il lavoro non finisce qui, arriveranno delle modifiche alla Camera”. Lo dice il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi dopo il via libera del Senato alla riforma della Rai. (AGI, 31 luglio 2015)

Rai: Verducci (Pd), manderemo in soffitta leggi inadeguate

(ANSA) ‘Questa riforma è il primo passo di un percorso complessivo, perché arriva a pochi mesi dal rinnovo della concessione. Abbiamo in programma anche la scrittura di un nuovo testo unico delle convergenze multimediali, sempre mantenendo un ruolo principale del Parlamento”. Lo ha detto in Aula il senatore Pd, Francesco Verducci. “L’obiettivo è chiudere una stagione fallimentare e di aprirne un’altra. Mi rivolgo a Gasparri, faremo di tutto perché questa legislatura mandi in soffitta legge vecchie e inadeguate”. “La Rai – ha detto ancora – ha perso legittimazione e credibilità a causa della lottizzazione. Questa situazione ha nell’attuale governance il suo colpevole, c’è un ruolo distorto della Commissione Vigilanza che noi vogliamo cambiare. Questa è una riforma forte anche da un punto di vista organizzativo, con un cda partecipato anche da lavoratori e un ad in grado di operare, senza ledere il ruolo di primazia del Parlamento deciso dalle sentenze della Consulta. C’è un bilanciamento tra le prerogative dell’azionista e quelle del Parlamento, oltre a una separazione tra il livello politico e gestionale rafforzata dall’introduzione di norme sulla trasparenza”. (ANSA)

Rai: Mauro (Pi), da quella dei partiti all’Eiar di Renzi
(AGI) “E’ passata una legge che riduce ulteriormente gli spazi di liberta’ e di democrazia della vita politica e culturale del nostro Paese”. Lo dice il senatore Mario Mauro (Pi). “La nuova Rai di Renzi e’ concepita come un organismo di propaganda politica. Si scrive Rai, si legge Eiar”, aggiunge Mauro. (AGI, 31 luglio 2015)

Rai: Airola (M5S), tra tre anni cancelleremo questo mostro

(ANSA) “Non si riuscirà mai a uscire dall’incubo di un mercato dell’informazione totalmente asservito, perché si deve confrontare con la politica che ha invaso sia il servizio pubblico che il mercato. Per intervenire in questo sistema occorreva una decisione secca, occorreva recidere questo legame. Abbiamo veramente cercato di incidere, ma non ci siamo riusciti”. Così il senatore del Movimento 5 Stelle, Alberto Airola, in Aula del Senato. “L’unica consolazione – ha detto ancora – è che questa legge sarà un binario morto e che il cda eletto martedì prossimo durerà tre anni. Potevamo eleggerlo a settembre ed avremmo avuto almeno la possibilità di valutare tutti i profili, perché adesso è sui profili che ci giocheremo l’unica partita possibile, con dei nomi di alto profilo, non sicuramente quelli che stanno girando adesso (ho sentito nomi come quello della Todini). Basta, vogliamo persone che la TV l’hanno fatta, altrimenti non ne usciremo mai”. “L’unica consolazione, come dicevo – ha concluso -, è che questo CDA che durerà tre anni sopravvivrà alla fine di questa legislatura e questa Assemblea non vedrà il cambio, ma la vedrà probabilmente un’Assemblea nuova, in cui la maggioranza del Movimento 5 Stelle vi garantisco che la cancellerà e proporrà la sua risoluzione, e allora forse avremo veramente un servizio pubblico indipendente, e non questo mostro, questo blob, tanto per citare una figura cara alla televisione, che tutto ingloba”.(ANSA, 31 luglio 2015)

Rai: Crosio, pseudo riforma esprime fallimento governo. Martedì si vota Cda con la legge Gasparri

(ANSA) “La pseudo riforma della Rai esprime il vero fallimento di questo governo”. Lo afferma Jonny Crosio, senatore della Lega Nord, in Aula al Senato durante le dichiarazioni di voto finale sulla riforma della Rai. “Matteo Renzi continua a illudere i cittadini di voler modernizzare il Paese e invece sta realizzando il peggio del peggio. La verità è che questo governo non sa fare le riforme perché non sa trattare con le opposizioni e non è neppure in grado di gestire i contrasti e le divisioni all’interno della propria maggioranza. Martedì in Vigilanza voteremo il Cda Rai con la legge Gasparri che, mi tocca ammetterlo, è meno peggio della riforma che vuole fare questo governo. Le riforme dell’esecutivo sono un fallimento su tutta la linea, e Telerenzi è stata oscurata dallo stesso Pd”, conclude.(ANSA, 31 luglio 2015)

Rai: Marcucci, servono consiglieri manager competenti

(ANSA) “C’è da augurarsi che il prossimo rinnovo del Cda Rai sia già ispirato alla legge, approvata in prima lettura in Senato. Al servizio pubblico servono consiglieri manager competenti”. Lo dichiara il senatore del Pd Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama. (ANSA, 31 luglio 2015)

Rai: Rosato (Pd),vogliamo sia prima impresa culturale Italia
(ANSA) “Vogliamo una Rai che torni la prima impresa culturale del paese. Lavoriamo per una azienda pubblica moderna e competitiva #lavoltabuona”. Lo scrive su Twitter il capogruppo Pd della Camera Ettore Rosato. (ANSA, 31 luglio 2015)

Rai: Fornaro (Pd), si’ riforma canone no deleghe in bianco
(AGI) “Siamo assolutamente d’accordo sulla urgenza di una riforma del canone con l’obiettivo di pagare tutti per pagare meno. L’emendamento soppressivo di ieri non riguardava il merito ma ribadiva una questione di metodo in riferimento a un corretto rapporto Parlamento-Governo”. Lo scrive in una nota il senatore della minoranza Pd, Federico Fornaro. “Una delega troppo generica, infatti, e’ equivalente a una delega in bianco all’Esecutivo, non prevista dalla Costituzione, come abbiamo evidenziato a piu’ riprese in commissione, nel gruppo del Pd e in aula. E’ troppo fresca in molti di noi la ferita e il ricordo di quanto e’ accaduto recentemente nella stesura dei decreti attuativi del Jobs Act, quando il Governo e’ intervenuto sui licenziamenti collettivi, una materia non presente nella legge delega”, osserva. “Prima del voto sull’emendamento abbiamo chiesto, senza fortuna, al Governo e al relatore un accantonamento per cercare una riformulazione condivisa del testo”, prosegue Fornaro. “Rimane comunque la sensazione che questa riforma della governance della Rai sia stata una occasione mancata per separare per davvero il potere di indirizzo e controllo dalla gestione quotidiana dell’azienda. Un obiettivo – conclude Fornaro – che invece sarebbe stato raggiunto se il Governo avesse avuto piu’ coraggio e piu’ determinazione riformista con l’adozione del sistema duale (Consiglio di Sorveglianza e Consiglio di Gestione), proposto in un disegno di legge a mia prima firma”.(AGI, 31 luglio 2015)

Rai: Fico,parlare di nomine a partiti e’ dare osso a bestia feroce
(AGI) “Noi del M5S sogniamo una Rai che fonda la propria programmazione sull’indipendenza. Prima di Renzi, abbiamo presentato la riforma di governance Rai e abbiamo individuato un meccanismo di avviso pubblico per i curricula, scelti con criteri oggettivi per merito. Avevamo previsto una serie di requisiti che selezionassero la rosa migliore per il cda. Le cose si possono fare tutte, l’importante e’ la volonta’ politica. Ma con questi partiti quando parli di nomine e’ come se buttassi l’osso alla bestia feroce, non capiscono piu’ niente. Vogliono solo mettere chi vogliono dove vogliono”. Cosi’ Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza Rai, ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Universita’ Niccolo’ Cusano. “La tv pubblica e’ pagata dai cittadini quindi deve essere fatta nell’interesse degli italiani – ha affermato Fico – Questo ddl ha dei nodi che sono molto gravi. Innanzitutto il governo non puo’ nominare l’amministratore delegato con pieni poteri, perche’ questo ci porterebbe verso le legislazioni piu’ antiquate. In Europa nessuno ha questo tipo di legge con questo tipo di nomina, solo Moldavia e Ungheria le hanno, e infatti piu’ volte sono state richiamate perche’ questo modello inficia la liberta’ di espressione”. Fico aggiunge che “l’essenza stessa di servizio pubblico si basa sull’indipendenza. La tv e’ un quarto potere quindi deve essere un bilanciamento degli altri 3 poteri. Se invece il governo diventa padrone della tv, il quarto potere diventa un potere al servizio del governo. L’impronta data al ddl e’ quella dell’accordo tra Renzi e Berlusconi”. Quanto all’apertura di Renzi alle modifiche, “lo aspettiamo con ansia, ci rivedremo alla Camera e sara’ battaglia. I numeri di Renzi al Senato? Al 100% non li ha per quello che vuole fare. Il punto e’ che si ragiona con le convenienze e le convergenze. Fin quando qualcuno avra’ il suo, come da spartizione normale da prima Repubblica, i numeri arriveranno. E’ una compravendita, e’ come un suk”. (AGI, 31 luglio 2015)

Rai: Ranucci (Pd), con riforma azienda torna a competere
(AGI) “La riforma della governance della Rai che il Senato ha appena approvato e’ un testo importante, che consente all’azienda di competere sul mercato e che per questo rafforza i poteri dell’amministratore delegato”. Lo dice il senatore del Pd Raffaele Ranucci, relatore al testo di riforma. “E’ un provvedimento che ha visto l’ampio coinvolgimento di tutte le forze politiche e un confronto vero. Dispiace che chi ha votato contro l’articolo 4 ha votato contro la lotta all’evasione del canone, contro la possibilita’ della Rai di avere un’autonomia economica e finanziaria e anche contro il finanziamento e il riconoscimento delle tv private di qualita’. Oltre che un’operazione politica e’ stato un errore tecnico che si recuperera’ alla Camera”, osserva.(AGI) (AGI) – Roma, 31 lug. – “Il rinnovo del Cda della Rai con la vecchia legge – prosegue Ranucci – e’ un’esigenza dovuta alla necessita’ di non lasciare la Rai senza governance per altri 3-4 mesi”, prosegue Ranucci. “E’ un segno di rispetto del governo nei confronti del Parlamento, che sta lavorando a questa riforma: come Pd non vogliamo decreti o porre la fiducia. E all’interno di questa legge e’ gia’ previsto che il nuovo direttore generale sara’ il prossimo amministratore delegato”, conclude.(AGI, 31 luglio 2015)

Rai: Verducci (Pd), ddl rilancia azienda, riformeremo canone

(ANSA) “Vogliamo rilanciare la Rai perché questa azienda deve essere parte fondamentale del rilancio del Paese. Dal punto di vista culturale, tecnologico e, aggiungo, anche occupazionale, visto che costituisce la più grande industria culturale del nostro Paese”. Lo ha detto Francesco Verducci, senatore del Pd e vice presidente della Commissione di vigilanza della Rai, intervenendo in dichiarazione di voto nell’aula di Palazzo Madama sulla riforma Rai. “La Rai – ha sottolineato – può e deve stare sul mercato distinguendosi per la sua forte identità: è per questo che riscrivere la governance della Rai, come stiamo facendo con questa legge, vuol dire ricostruire le sue fondamenta. Nonostante gli indici di ascolto la Rai in questi anni ha perso legittimazione, autorevolezza, credibilità. Per questo è necessario garantire quel pluralismo che non può più essere quella lottizzazione che ha umiliato l’azienda e che l’attuale governance ha amplificato. La Rai può vincere la sua sfida innovando, sperimentando, cambiando, mettendo al centro del suo impegno la qualità, passando dall’essere un broadcaster che costruisce un prodotto uguale per tutti ad una media company che costruisce tanti prodotti per pubblici diversi”. “Ecco perché – ha spiegato – serve un CdA, ridotto e rinnovato che indirizzi e un capo azienda che decida assumendosi le proprie responsabilità. Questo non vuol dire svilire il ruolo del Parlamento. Ma vuol dire ridare alle Camere un ruolo corretto modificando la funzione della commissione di vigilanza che così com’è ora, nomina e controlla il CdA, alimentando conflitti di interesse e rendite di posizione che noi vogliamo invece cancellare. E’ giusto separare le politiche di indirizzo da quelle gestionali, garantendo un giusto equilibrio. E per questo riformeremo anche il canone per garantire all’azienda Rai la necessaria autonomia economica”.(ANSA, 31 luglio 2015)