03 agosto 2015 | 18:34

Da Mieli a Vespa, da Campo Dall’Orto fino a Leone, passando per Baratta e Fuortes.Tutti, o quasi, i nomi tirati in ballo dai giornali per i vertici Rai

Daniela Colombo – Dopo la lettera del Ministro Padoan con l’invito a procedere il prima possibile con il rinnovo dei vertici Rai con il ricorso alla legge Gasparri, domani si riunisce la commissione di Vigilanza per la scelta dei 7 consiglieri che siederanno nel Cda Rai.

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Ma l’attesa resta per i nomi di presidente e direttore generale che il Governo dovrebbe indicare mercoledì. “Faremo quello che e’ doveroso: offrire nomi piu’ autorevoli e competenti”, ha detto Renzi in conferenza stampa venerdì dopo il via libera, non proprio semplice, del Sanato al ddl Rai, concludendo che “il 7 agosto avremo la possibilità di avere un cda operativo in carica come è doveroso che sia”. Tralasciando i difficili equilibri che si stanno ridefinendo in Commissione di Vigilanza, dove oltre alla richiesta di Lupi di ridistribuire i numeri in modo da rispecchiare i nuovi raggruppamenti parlamentari, con Forza Italia e Movimento 5 Stelle che dovrebbero cedere un posto rispettivamente a Gal e ai Riformisti di Fitto, Renzi deve fare i conti con i 3 rappresentati della minoranza Dem (Federico Fornaro,  Miguel Gotor e Claudio Martini) per arrivare a ottenere la maggioranza dei 2/3 necessaria per la ratifica del nome del presidente.

Uno scenario piuttosto complicato in cui nel corso dei giorni sono stati fatti tanti nomi come papabili candidati alle due poltrone. Ecco di seguito riassunti i nomi più volte menzionati dai giornali.

Per la carica di presidente, tra i nomi più quotati ci sono quello di Paolo Mieli, ex direttore del Corriere e dal 2009 presidente di Rcs Libri; Antonella Mansi, vicepresidente di Confindustria e già presidente della Fondazione Monte dei Paschi; Monica Maggioni, direttore di Rai News e Televideo; Paolo Baratta, presidente della Biennale; Carlo Fuortes,  sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma; Piero Ostellino; Franco Bassanini, ex presidente di Cassa Depositi e Prestiti; Giuseppe Anselmi, presidente Ansa; Mario Calabresi, direttore della Stampa; Marcello Sorgi; Luisa Todini, presidente di Poste Italiane, fino ad arrivare ai giornalisti Bruno Vespa, Gianni Minoli e Enrico Mentana, anche se in molti hanno letto le critiche riservate alla Riforma Rai nell’intervista di venerdì pubblicata dal Fatto, come un modo per chiamarsi fuori dalla lista. E poi ancora ; l’economista Veronica De Romanis, moglie di Lorenzo Bini Smaghi e l’europarlamenta Roberta Angelilli. Da ultimo addirittura c’è chi ha avanzato l’ipotesi di una riconferma di Anna Maria Tarantola.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Per la carica del direttore generale sembra che ormai il premier si sia orientato verso il nome di Antonio Campo Dall’Orto, oggi nel Cda di Poste Italiane e con un passato alla guida di Mtv e in Telecom Italia Media, che avrebbe incontrato sabato sera prima di partire per la visita di stato in Giappone. Tra gli altri nomi in corsa secondo la stampa ci sono Andrea Scrosati, vicepresidente di Sky Cinema, che però oggi ha definito l’ipotesi “inesistente”; Marinella Soldi di Discovery, molto apprezzata dal consigliere di Renzi Antonio Guerra anche se più volte la diretta interessata ha ribadito la sua intenzione di non lasciare il suo incarico; Andrea Castellari di Viacom. Sembrano in discesa le quotazioni di Vittorio Colao di Vodafone; Vincenzo Novari di Tre. Come soluzioni interne alla Rai restano sempre i nomi di Tinni Andreatta, direttore di Rai Fiction e quella di Giancarlo Leone, attualmente direttore di Rai1. Venerdì si è sfilata dalla corsa Maria Patrizia Grieco, presidente di Enel.