Televisione

04 agosto 2015 | 15:40

Antonello Giacomelli a ‘Repubblica’: va rispettato il nesso tra servizio pubblico e Parlamento

(ANSA) Non è vero che la riforma lascia la Rai sotto il giogo dei partiti. Ma non si può non rispettare l’esigenza di un rapporto preciso tra servizio pubblico e Parlamento, indicato dalla Consulta.

Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni

Lo afferma il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, in una intervista a Repubblica. “Noi ci siamo mossi seguendo due presupposti – dice – Il primo è rispettare l’impostazione della Corte Costituzionale che stabilisce un nesso preciso tra servizio pubblico e Parlamento. Il secondo è fare in modo che questo rapporto non sia quotidiana commistione tra partiti e azienda”.

“La riduzione dei consiglieri da 9 a 7 non è un caso: eleggendone 2 alla Camera e 2 al Senato non sarà possibile l’attuale meccanismo per cui ognuno si elegge il proprio. Ci sarà invece una spinta a cercare la persona più autorevole”. Perché non creare un organismo indipendente cui demandare la scelta? “Fa molto fico invocare organismi indipendenti, ma vorrei capire cosa si intende.

Le authority sono indipendenti? Ricordo a tutti – sottolinea Giacomelli – che a eleggerle è sempre il Parlamento. E se creassimo una Rai indipendente dal Parlamento, la Corte sanzionerebbe”. Quanto alla mission del servizio pubblico, “la convenzione scade nel 2016. Il governo ha già approvato un documento in cui Mentana e Garimberti, se avessero fatto la fatica di leggerlo, avrebbero trovato tutte le risposte. Possiamo anticipare la discussione all’autunno, la porteremo in Parlamento. Poi faremo la riforma del canone in Finanziaria”. (ANSA, 4 agosto 2015)