05 agosto 2015 | 17:12

Le prime dichiarazioni da neoconsigliere di Carlo Freccero: sogno una Rai ‘città aperta’ con i ritorni di Santoro e di Grillo. E sul canone aggiunge: bisogna giustificare quello che si fa

“La situazione e’ dura, invecchia tutto rapidamente, il futuro diventa presente, la tv si fa Rete, la tv generalista oggi e’ un antico concetto rispetto al video on demand. La Rai dovra’ uscire dal ghetto”.

Carlo Freccero (foto Olycom)

Carlo Freccero (foto Olycom)

Prime dichiarazioni di Carlo Freccero, neoeletto nel Cda di viale Mazzini con i voti di Movimento 5 Stelle e Sel. Con una serie di interviste rilasciate a ‘Corriere della sera’, Repubblica e Radio 24 ha cominciato a delineare il suo pensiero sulla Rai e come si muoverà nel suo nuovo ruolo. ”Da oggi dovranno lavorare tutti, tutti, tutti, tutti, chiaro il messaggio? Basta editti: dovranno lavorare anche quelli che non appartengono ai patti del Nazareno. E mi auguro che tutto quello che non c’e’ stato finora ci sara’. Credo nella varieta’, nella differenza. Sogno una Rai Citta’ Aperta”, ha spiega al Corriere aggiungendo che secondo lui lo stesso Beppe Grillo tornerebbe volentieri a fare tv. Quanto a Michele Santoro Freccero ha aggiunto: “Io so che lui ha delle idee, sta lavorando a dei progetti, potra’ fare delle proposte ai direttori di rete, io credo proprio che ci sara’ spazio per lui”.

Sulla sua nomina l’ex direttore di Italia uno e Rai Due ha dichiarato a Repubblica: “Io di certo non sono organico a nessuno, di certo non lo sono al sistema dei partiti. “Sono libero. Con loro ho spesso polemizzato e non mi si può certo accusare di aderenze con i cinque stelle”, cosi’ ribatte Freccero a chi gli chiede dei motivi della sua scelta da parte del movimento di Beppe Grillo.  ”All’inizio non avevo capito la mossa di Grillo. Ora si’. E’ stato astuto” perche’, spiega Freccero su Repubblica, “e’ una mossa che crea disordine nella palude del renzismo e del patto del Nazareno.”

Lo stesso concetto lo ha poi ribadito anche a ‘Si può Fare estate’ di Alessio Maurizi su Radio 24: “Conosco un po’ Grillo fa gli scherzi, e noi liguri siamo un po’ depressi e quindi per tirarci su ci pigliamo in giro l’uno con l’altro, e ho pensato a uno scherzo”, sottolineando come ”Invece la cosa che mi ha colpito è stata la freddezza, perché ha fatto questo nome in anticipo sugli altri, sapendo benissimo che doveva giocarsi una carta nella Legge Gasparri che è stata posta per lottizzare, nel senso che è un sistema algebrico, un algoritmo di lottizzazione, per usare un termine alla moda”.
Infine parlando del canone Rai, un tema che nei giorni scorsi è diventato il pretesto per riaccendere polemiche e frizioni nel Pd: “Per il pubblico abituato a pagare il canone per le tv a pagamento, cioè l’abbonamento, il canone Rai è diventato insopportabile. D’altra parte la Rai per sopravvivere in questa concorrenza deve essere aiutata attraverso quella che si chiama tassa, che è il canone. E quindi qui è il problema, bisogna dare la giustificazione di quello che si fa. Per cui se non dai dei programmi che siano in un qualche modo giustificati è chiaro che l’odio verso la Rai aumenterà. Questo qua è un altro problema grandissimo che si dovrà affrontare“. Una nota su possibili scenari futuri: “Poi la Rai dovrebbe avere, per certi avvenimenti culturali, un video on demand. “Questi son tutti problemi che si pongono sul tappeto e ai quali è bene dare delle risposte. – ha concluso – “Abbassare il canone vuol dire privatizzare una rete, togliere le reti.”