08 agosto 2015 | 18:08

Dai tagli ai canali al decreto ad hoc per la riforma del canone in bolletta. Il dossier per trasformare la Rai

“Meno canali, meno sedi regionali, talk show con più informazione, più reportage e documentari e meno salotti, cartoni, format e serie tv, fiction di qualità in grado di valorizzare i contenuti culturali del Bel Paese. Tutto qui? No. Renzi ha in mente un progetto più ambizioso, vuole una Rai che segni il passaggio dal declino alla ripresa. Che rilanci il made in Italy, che lo affianchi nella rottamazione e si offra come un modello culturale. Non solo notiziari più brevi, meno tg, più approfondimenti, grande attenzione all’innovazone e a tutto ciò che si muove sul web”. Ecco in sintesi quello che Renzi vorrebbe che il nuovo dg Campo Dall’Orto facesse della Rai, per “cambiare pelle” come dice ‘Il Messaggero’, e trasformarla “da azienda di broadcasting in media company di livello europeo”.

Antonio Campo Dall'Orto (foto Olycom)

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Già da lunedì mattina Campo Dall’Orto sarà operativo, “vedrà le carte e incontrerà i dirigenti”, scrive il quotidiano, a cominciare da Luigi De Siervo e Giancarlo Leone, considerati dai giornali unanimamente destinati ad occupare le poltrone di vicedirettori generali. “Il primo è un renziano della prima ora, l’uomo che realizzò la Leopolda della Rai e si occuperà della corporate e delle società controllate; il secondo conosce la macchina alla perfezione, se non altro per essere stato già due volte vicedirettore generale, dal 2006 al 2009 e poi di nuovo, dopo una pausa fino al 2011″. Di nomine secondo il giornale si parlerà solo successivamente, perchè “precedenza andrà al piano di riorganizzazione”, con la nuova Rai che “dovrà essere comunque un modello di ritrovata efficienza”.

Uno dei passaggi fondamentali riguarderà la riduzione dei 14 canali, che secondo il giornale potrebbero essere dimezzati. Il taglio non dovrebbe risparmiare nemmeno i 9 canali radiofonici. Poi la razionalizzazione delle sedi regionali e il tagli dei ruoli di vertice. Il personale in esuberò verrà roconvertito sul web, mentre sarà completata la digitalizzazione del materiale d’archivio per renderlo disponibile a scuole e università. E ancora “programmi in lingua inglese, un canale culturale “alto” per rilanciare il profilo internazionale dell’azienda”. Un capitolo a parte invece potrebbe rigaurdare la cessione di una ulteriore quota delle torri.Insomma lo scopo sarà quello di “ridefinire la mission in attesa del rinnovo della concessione che scadrà nella primavera del 2016″.

Tutti questi cambiamenti ovviamente mentre con il proseguire dell’iter del ddl di Riforma Rai cambierà la figura del dg che diventerà sempre più simile a quella di un amministratore delegato. “L’ipotesi è che ciò accada ad ottobre. Nello stesso mese il governo potrebbe varare un decreto legge per modificare la riscossione del canone tv inserendolo nella bolletta elettrica o recuperarlo inserendolo nella legge di Stabilità. Il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli avrebbe voluto farlo già lo scorso anno ma incontrò ostacoli di vario tipo. Tornerà alla carica”.

Resta poi il nodo della riorganizzazione dell’informazione, soprattutto dopo la nomina di Monica Maggioni a presidente Rai. L’ex direttore di RaiNews ha sempre condiviso gran parte delle scelte dell’ex dg Gubitosi nel suo piano di riforma dei tg e a lei sembra fosse destinata la direzione della Newsroom 2. “Al suo posto si candida ora il siciliano Vincenzo Morgante, attuale direttore della Tgr mentre per la Newsroom 1 il favorito, alla luce dei risultati, rimane il direttore del Tg1 Mario Orfeo seguito a ruota da Sarah Varetto, direttrice della all­news­Skynews24, Da settembre se ne riparlerà”.