New media, Pubblicità

11 agosto 2015 | 17:22

Nel mondo 198 milioni di utenti usano filtri per bloccare la pubblicità su internet, con una perdita di 22 miliardi di dollari per il settore

L’uso dei software per bloccare la visualizzazione di pubblicità sulle pagine web costerà 21,8 miliardi di dollari a livello globale nel 2015, in termini di mancati ricavi pubblicitari, e 41,4 mld nel 2016. A dirlo è uno studio di Adobe e PageFair, secondo cui il numero di internauti che usano ‘ad-blocking’ sui browser di navigazione per non vedere gli spot stanno crescendo esponenzialmente: a fine giugno erano 198 milioni nel mondo (+41% su base annua), 77 mln in Europa, 4,7 mln in Italia.

Stando all’indagine, a usare i filtri blocca-spot per avere una navigazione più fluida e per ragioni di privacy è il 6% della popolazione internet mondiale, ma il costo di quasi 22 miliardi rappresenta il 14% della spesa pubblicitaria globale.

Negli Usa gli utilizzatori sono aumentati in un anno del 48% raggiungendo i 45 milioni di individui, mentre in Europa la crescita è stata del 38% a quota 77 milioni. Nel Vecchio Continente l’uso è più massiccio in Grecia (36,7% degli internauti) in e Polonia (34,9%), mentre dall’altro lato della classifica si trovano Francia (10,3% di internauti) e Slovacchia (8,9%). L’Italia è quintultima con il 12,9%.

Tra i browser per pc, 126 milioni di persone usano un sofware di ad-blocking su Chrome di Google, 48 milioni su Firefox e 9 milioni su Safari di Apple.

Su smartphone e tablet i filtri anti-spot sono ancora poco usati, ma secondo gli analisti la situazione è destinata a cambiare molto presto.

La versione di Safari per iPhone e iPad rappresenta infatti il 52% del mercato della navigazione mobile, e Apple in autunno lancerà il nuovo sistema operativo per dispositivi mobili, l’iOS 9, che supporterà questi filtri. (ANSA, 11 agosto 2015)

Il report completo è scaricabile a questo link.