Editoria

12 agosto 2015 | 18:20

La Exor della famiglia Agnelli sale al 43,4% del ‘The Economist’ e diventa socio principale del settimanale. John Elkann: confermiamo il nostro ruolo di azionisti a lungo termine

(MF-DJ) Exor ha stipulato un accordo per acquistare il 27,8% di azioni ordinarie e il 100% delle azioni speciali “B” per un importo del gruppo The Economist da Pearson Group per un corrispettivo complessivo di 405 milioni di euro (287 milioni di sterline). L’acquisizione, si legge in una nota, sara’ finanziata con mezzi propri della holding torinese.

John Elkann (foto Olycom)

A seguito di tale acquisto e di una distinta operazione di buy-back annunciata da The Economist sulle restanti azioni ordinarie detenute da Pearson nel gruppo, la partecipazione di Exor nel settimanale economico aumentera’ dal 4,7% al 43,4%. L’operazione, che ha il sostegno unanime del Cda dell’Economist, fara’ di Exor il principale azionista singolo del gruppo.

E’ stato inoltre concordato che, previa approvazione degli azionisti, lo statuto dell’Economist sia modificato per limitare al 20% i diritti di voto di ogni singolo azionista e per garantire che nessun singolo individuo o societa’ possa detenere piu’ del 50% delle azioni del gruppo.
I valori editoriali del giornale, sottolinea la nota della societa’ della famiglia Agnelli, continueranno ad essere presidiati dai suoi Trustees indipendenti. Il perfezionamento dell’operazione, previsto per il quarto trimestre 2015, e’ soggetto all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni di legge, nonche’ all’approvazione sia da parte degli azionisti de The Economist con la maggioranza del 75% sia da parte dei suoi Trustees indipendenti. Le previsioni del “City Code on Takeovers and Mergers” non si applicano a The Economist Newspaper Limited.

“Con l’aumento della partecipazione in The Economist – ha commentato John Elkann, presidente e a.d. di Exor, e amministratore non esecutivo nel Cda dell’Economist – siamo lieti di confermare il nostro ruolo di azionisti di lungo termine a sostegno del Gruppo, insieme alle famiglie Cadbury, Layton, Rothschild e Schroder, e ad altri singoli investitori stabili. Abbiamo sempre ammirato l’integrita’ editoriale e la prospettiva globale che sono gli elementi caratteristici del successo de The Economist e sottoscriviamo pienamente la sua storica missione di ‘prender partito nella dura battaglia tra l’intelligenza, che ci spinge verso il progresso, e un’ignoranza vile e timorosa, che lo ostacola’. La decisione del gruppo di investire insieme a noi, mediante l’acquisto di azioni proprie, ci rende ancora più convinti dei meriti del nostro investimento, in quanto segno della fiducia in un futuro brillante e redditizio. Insieme riteniamo che The Economist abbia un enorme potenziale di crescita, in particolare per la sua capacità di cogliere le numerose opportunita’ di sviluppo legate alla digitalizzazione del settore dei media, sotto la guida di Zanny Minton Beddoes e di Chris Stibbs”. (MF-DJ, 12 agosto 2015)

Pearson: cedera’ 50% in The Economist Group per 469 mln gbp
(MF-DJ) Pearson ha siglato un accordo per la cessione della quota del 50% detenuta in The Economist Group, editore dell’omonimo settimanale edito a Londra, per 469 milioni di sterline (730,62 mln usd). La casa editrice inglese cedera’ il 27,8% dell’Economist Group a Exor per 287 milioni di sterline. La restante partecipazione sara’ riacquistata dal gruppo editoriale per 182 milioni di sterline.
L’operazione rientra nella strategia di Pearson di focalizzazione sul business della formazione e dell’editoria scolastica e segue la recente vendita di FT Group alla giapponese Nikkei Inc. per 844 milioni di sterline. (MF-DJ, 12 agosto 2015)

Exor: direttori Economist, Elkann rafforzerà identità Gruppo. ’C'è forte condivisione di obiettivi, ok trustees all’unanimità’
(ANSA) L’aumento della quota di Exor “rafforzerà l’identità del Gruppo The Economist”. Lo scrivono in una lettera aperta gli ex direttori del settimanale, leader indiscusso dell’informazione economica globale, di cui la holding della famiglia Agnelli è salita dal 4,7% al 43,4% con un investimento di 405 milioni di euro. “Exor è da 5 anni un azionista di rilevo del Gruppo – osservano gli ex direttori della prestigiosa testata – e il suo presidente e ad, John Elkann, è stato amministratore dal 2009. Ciò fa si che una reciproca concordanza di vedute esista già, oltre che una forte condivisione di obiettivi”. L’offerta di Exor, fanno ancora notare gli ex direttori del The Economist, è stata inoltre “accuratamente analizzata dai quattro trustees indipendenti”, che “sono soddisfatti di quanto Elkann ha fatto con riferimento al suo approccio al giornale e alla sua indipendenza, e hanno approvato all’unanimità l’operazione”. (ANSA, 12 agosto 2015)