27 agosto 2015 | 11:02

I trucchi dei pubblicitari per far sembrare perfetti i cibi. È un mondo fatato, ideale e inesistente, quello delle pubblicità degli alimenti (VIDEO)

(Linkiesta)  Le pubblicità le vedono tutti ma pochi le guardano con attenzione. Pochissimi, poi, si fermano a considerare tutto il lavoro che c’è dietro, alle difficoltà e ai trucchi impiegati per far apparire i prodotti più belli di quanto non siano. La distanza tra pubblicità e realtà è una nuova categoria filosofica, un universo siderale. Lo sa bene chi per anni ha cercato (senza riuscirci) di far sorridere i sofficini Findus con la forchetta. Così facile in televisione, così impossibile a casa. Perché?

Semplice. A lungo le pubblicità si sono servite, per ritrarre i prodotti alimentari, ad esempio, di riproduzioni non commestibili. Cosa che, negli ultimi dieci anni, si fa sempre meno. I clienti delle agenzie, spiegano gli esperti in questo articolo, chiedono un approccio più naturale. Per cui, i prodotti, devono essere quelli. I trucchi, però, ci sono ancora.

 


Frutta e verdura
In questi casi, la gran parte del lavoro si fa prima: al momento dello shopping. Il gioco è trovare prodotti già perfetti, o particolari per la forma o per il colore scintillante. Chi deve fare lo scatto (o meglio, il suo collaboratore) dovrà essere pronto a rovistare per mercatini o fruttivendoli, in cerca dell’elemento perfetto. Quasi un lavoro da archeologo.

Erbe
Come sa qualsiasi amante dell’orto, è difficile mantenere verdi e fresche a lungo le foglie delle piante. Sotto la luce dei riflettori, e con il tempo che passa, si raggrinziscono, perdono colore, si piegano. Un disastro. La soluzione? È chimica. Le radici delle piante vengono immerse in una soluzione di acqua fortificata con uno spruzzo di detersivo. Le foglie sono coperte con teli di carta e sacchetti di plastica. Il tutto va in frigo, ma in una zona non fredda. Lì possono durare giorni.

Ghiaccio finto
Ogni estate porta con sé pubblicità di bibite ghiacciate e fresche. Brividi per gli occhi. Ebbene: come possibile che, con ore di shooting sotto i riflettori, quei cubetti di ghiaccio si mantengano sempre freschi e luccicandi? Semplice: non sono di ghiaccio. Il più delle volte si tratta di cubetti di plastica trasparente, con un luccichio aggiunto in seguito, in postproduzione.
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Per le gocce che, invece, scivolano sulle fresche lattine, siamo di fronte a un trucco secolare: una mistura di acqua e sciroppo. Se spruzzate sulle superfici di bicchieri e lattine, formano perle che sembrano condensa, e che però non si spostano né scompaiono.

I gelati
Uno dei prodotti più difficili. Se non sono palle di polistirolo coperte da creta (usate per gli scatti meno impegnativi), si tratta di gelati veri. E qui viene il bello. Per fotografare il signor gelato ci vuole un’intera squadra di professionisti specializzati nel trattamento del freddo, con tanto di freezer e secchi di ghiaccio secco.
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Di solito si crea la pallina di gelato perfetto, la si mette su una carta, la si tratta con ghiaccio secco, per mantenerla fredda e solida. Poi si mantiene in frigo, per utilizzarla al momento giusto, quello dello scatto. Dopodiché, si può anche mangiare.

La pizza filante
È un classico della fotografia pubblicitaria: la fetta di pizza con un nastro filante di mozzarella. Un’operazione molto difficile nella vita reale: sembra facile, ma perché succeda ci vuole una serie elaborata di operazioni. Prima di tutto, la crosta deve essere già tagliata. Poi, la salsa (pomodoro, per lo più) deve coprire il taglio, con accanto il formaggio. È un punto importante: deve essere già tirato, in modo da creare i filamenti. Poi, al momento dello scatto, saranno già pronti per essere immortalati.

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