02 settembre 2015 | 8:56

Nello scontro tra Mediaset e Sky per i diritti di trasmissione dei canali free, si fa largo Viale Mazzini. Rai 4 potrebbe approdare al canale 104 della pay tv, su cui non è presente

(Ilsole24ore.it)  Nessun accenno di schiarita nella contesa fra Mediaset e Sky, con i primi che chiedono di essere pagati per la trasmissione dei propri canali e la media company di casa Murdoch indisponibile a prendere in considerazione questa eventualità. Fra i due litiganti, a godere potrebbe essere la Rai per la quale si fa prossima la possibilità di vedere Rai 4 approdare al canale 104 della piattaforma Sky (in cui non è presente).

Monica Maggioni (foto Olycom)

L’indiscrezione circola da giorni, dopo che Mediaset ha ufficialmente palesato (attraverso annunci sulle proprie reti) l’intenzione di rendere non più visibili agli abbonati Sky i suoi tre canali generalisti in chiaro (Rete 4, Canale 5 e Italia 1) in assenza di un accordo con Sky. E ieri è stata rilanciata da Repubblica.it. Sia sul fronte Sky sia su quello Rai si fa presente che non c’è ancora una decisione. In particolare da ambienti Sky trapela l’indicazione che occorrerà attendere almeno venerdì. Del resto Mediaset ha dato come deadline il 7 settembre. In assenza di accordo oscurerà i canali visibili ora sulla piattaforma Sky al 104, 105, 106.

Dal gruppo di Cologno fanno presente che finora non c’è stato alcun tipo di approccio con Sky. E così la prospettiva di avere “libere” le tre posizioni si fa sempre più concreta. A questo punto lo scenario che appare più probabile è quello di avere Rai 4 sulla piattaforma Sky (ora è visibile sul canale 21 del Dtt e sul 10 di TivùSat) e di vedere coperte le altre posizioni con due canali Sky: si parla di Sky Uno e di Sky Atlantic. Discovery, in un primo tempo chiamata dentro alla partita, pare non essere interessata.

«Quello che sta per avvenire – spiega Francesco Siliato, esperto di media e docente al Politecnico di Milano – non sposterà granché in termini di audience. Parliamo al massimo di uno 0,5% di share. Ma certo è che si tratta di un segnale forte di cambiamento nella geografia dei canali tv che, non dimentichiamolo, già a partire dall’autunno dovranno confrontarsi con un’offerta on demand che si fa sempre più consistente».

È vero del resto che si parla di una cosa che interesserà poco più di 4,7 milioni di famiglie (tanti sono gli abbonati Sky). Ma la mossa di Mediaset, pronta a oscurare i suoi canali in assenza di un fee per la ritrasmissione, rientra in un contesto più ampio e in una battaglia per i contenuti che va oltre il semplice scontro con il competitor Sky. In effetti, non sono i 432mila spettatori nel giorno medio (secondo le elaborazioni dello studio Frasi sono questi gli abbonati Sky che si posizionano sulle generaliste Mediaset) a poter spostare le decisioni del gruppo di Cologno, soprattutto perché secondo Mediaset ben pochi abbandonerebbero le reti in assenza di segnale sulla piattaforma Sky. Oltretutto, per gli abbonati Sky vedere i canali generalisti Mediaset non è affare arduo anche se oscurati: chi ha la digital key li può vedere in digitale terrestre dal 5001 in poi; chi non la ha si può spostare sul Dtt semplicemente premendo un tasto sul telecomando Sky.

Più che altro Mediaset, chiedendo i diritti di ritrasmissione a Sky, sembra aver delimitato il campo per i soggetti che stanno avanzando. Primi fra tutti le telco. Il senso è: i contenuti sono pregiati e vanno pagati. Si tratta comunque di un braccio di ferro che presenta dei rischi per il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, soprattutto ora che anche sul digitale terrestre c’è un “terzo polo” che avanza con Discovery sbarcata sul canale 9 (avendo acquisito dal gruppo l’Espresso Deejay tv) e Sky sul canale 8 dopo aver acquisito Mtv Italia. La Rai del nuovo dg Antonio Campo Dall’Orto, sorniona, intanto avanzerebbe nel bouquet Sky. E di certo se avverrà sarà anche indicativo, oltre che di un corteggiamento da parte della Rai andato a buon fine, anche di un accordo sui diritti di ritrasmissione: fronte che vede contrapposti Rai e Sky dopo la delibera Agcom 128 (che ha sostanzialmente imposto un’intesa). Rai 4 sul 104 vorrebbe certamente dire più audience per la rete diretta da Roberto Nepote e che trasmette film e mini-serie. Nella stagione 2014-2015 ha avuto uno share in prima serata dell’1,07 per cento. Rai Pubblicità ringrazierebbe.