Televisione

02 settembre 2015 | 18:35

Via libera dal Cda Rai alle ‘superdeleghe’ per la presidente Maggioni. Potrà firmare contratti fino a 10 milioni di euro e nomine per i dirigenti non editoriali senza passare dal consiglio

(ANSA) Via libera unanime dal cda Rai alle deleghe rafforzate per la presidente Monica Maggioni: come nella gestione Tarantola-Gubitosi, Maggioni potrà – su proposta del dg Antonio Campo Dall’Orto – firmare contratti fino a 10 milioni di euro e nomine per i dirigenti di primo e secondo livello delle strutture non editoriali senza passare per il consiglio.

Monica Maggioni (foto Olycom)

Il consiglio ha votato le ‘superdeleghe’ alla Maggioni su proposta del consigliere indicato dal Tesoro, Marco Fortis. Nella prima riunione dell’era Maggioni-Campo Dall’Orto, il direttore generale – a quanto si apprende – ha illustrato il posizionamento della Rai nello scenario competitivo, sul piano economico, finanziario, culturale, mediatico. In chiusura di riunione, il dg ha anche accennato alla possibilità che la Rai ‘occupi’ il canale 104 del telecomando di Sky, destinato a ‘liberarsi’ dal 7 settembre se Mediaset deciderà effettivamente di criptare le tre reti ammiraglie (Rete 4, Canale 5 e Italia 1) sulla piattaforma di Murdoch, in caso di mancato accordo con Sky sui diritti di ritrasmissione dei suoi canali. (ANSA, 2 settembre 2015)

Rai: Diaconale, clima buono, essenziale condivisione scelte

(ANSA) “Nella nuova gestione della Rai servirà condivisione, che non vuol dire essere d’accordo sempre e comunque ma confrontarsi: ho insistito molto su questo punto e presidente e direttore generale si sono impegnati a tenere costantemente informato il cda”. A sottolinearlo è il consigliere Arturo Diaconale, dopo la prima riunione dell’era Maggioni-Campo Dall’Orto, caratterizzata da “un clima buono”. “Ora – aggiunge Diaconale – serve un equilibrio diverso da quello che c’era nella precedente gestione, in cui il ruolo del consiglio era in qualche modo marginalizzato. Una situazione che rispecchiava un’epoca particolare, quella del governo tecnico”. (ANSA, 2 settembre 2015)