03 settembre 2015 | 8:38

Il governo si fa sentire nel cda della Rai. I consiglieri si accontentano di intervenire nelle nomine editoriali secondo il vecchio schema della lottizzazione

Di Anna Rotili – Chi si aspettava scintille è rimasto deluso. La prima riunione operativa del nuovo Cda della Rai è filata liscia come l’olio – quattro ore dl lavoro in un clima amichevole e disteso con l’avallo alla unanimità delle super deleghe alla presidente Monica Maggioni.

Marco Fortis

Marco Fortis

Non poteva andare diversamente dato che le deleghe alla Maggioni sono state proposte dal consigliere espresso dal ministero dell’economia, Marco Fortis, in base all’ articolo 26 dello Statuto sociale del 9 luglio del 2012 secondo il modello collaudato dal precedente vertice formato da Anna Maria Tarantola e Luigi Gublitosi. Modello che riconosce al neodirettore generale Antonio Campo Dall’Orto il ruolo di capo azienda e alla Maggioni la delega per approvare senza passare per il Cda atti e contratti aziendali fino a 10 milioni di spesa e le nomine di dirigenti non editoriali che proporra’ Il direttore generale. Un modello gestionale che riconferma la vecchia idea che quello che conta per le strategie aziendali siano le scelte dei direttori di rete e dei tg, considerati ancora fondamentali come la cinghia di trasmissione tra la politica e il servizio pubblico, mentre oggi le vere scelte da fare riguardano la riorganizzazione della Rai secondo il modello di media company come anticipato da Campo Dall’Orto in una intervista al Foglio, e ribadito nel discorso tenuto ieri ai consiglieri, e dunque le scelte di manager all’altezza del compito.

Si va nella direzione che vuole il governo e il presidente del consiglio Matteo Renzi?L’impressione e’ che dando per certa una rapida approvazione alla Camesa della legge di riforma della governance della Rai,già passata al Senato, che attribuirà all’attuale dg la funzione e i poteri dell’amministratore delegato e nuove regole di governance, i consiglieri si rendano ben conto di avere un ruolo non primario. E se c’è chi scalpita per avere la scrivania e la carta di credito (Arturo Diagonale in quota FI) i più consapevoli sembrano ben felici di continuare a svolgere le proprie attività come Giancarlo Mazzucca ( FI) che ha gia’ detto di non avere nessuna intenzione di lasciare la direzione del Giorno, cosi’ come Paolo Messa (in quota Ncd Udc) molto impegnato con il suo ruolo di editore di Formiche, Formiche.net, Air Press e da maggio 2015 anche di direttore del Centro Studi Americani, che ha salutato con il tweet “interessante (e condivisibile) il manifesto-intervista di Campo dell’Orto. C’è da fare..di tutto,di piu”; mentre Carlo Freccero (Sel e M5S) continua a veleggiare tra trasmissioni tv e Festival ben sapendo di avere vari pulpiti da cui commentare e influenzare le decisioni in Rai.
Intanto il Cda, che si riunira’ a fine settembre, ha dato ampio mandato al direttore generale nella negoziazione con Sky per trasmettere Rai 4, il canale specializzato nelle serie americane, al numero 104 della piattaforma pay, posizione che Mediaset lascerebbe libera dal 7 settembre, criptando Canale 5 Italia Uno e Retequattro, se non raggiungerà’ un accordo con il concorrente satellitare a cui ha chiesto di vedersi riconoscere un fee per la ritrasmissione delle sue reti, ma Sky non ne vuol sapere. La trattativa per Rai4 potrebbe rientrare nell’accordo per mettere fine al contenzioso tra la Tv di Stato e la piattaforma satellitare che dura da anni: da una parte la Rai che oscura i pezzi pregiati del proprio palinsesto (comprese le partite della nazionale di calcio e gli eventi sportivi) su Sky, dall’altra la pay tv che sostiene che il palinsesto del servizio pubblico debba essere integralmente trasmesso su tutte le piattaforme, Sky compresa. Dopo una serie di ricorsi e di cause l’Agcom è intervenuta sulla materia e ha approvato a maggioranza una delibera che prevede da una parte che la Rai non possa oscurare alcun programma su Sky, e dall’altra che Sky debba pagare un corrispettivo per la trasmissione della programmazione di Viale Mazzini.