04 settembre 2015 | 13:27

Il premier israeliano Netanyahu promette di bloccare l’emendamento che vieta ai giornalisti di esprimere opinioni personali

L’ondata di proteste del mondo dei media israeliani ha strappato a Benjamin Netanyahu la promessa di impegnarsi per abolire l’emendamento Eichler, che punta a vietare ai giornalisti di esprimere opinioni personali per ‘garantire l’equilibrio dell’informazione’. Come riferisce Agi, riprendendo il Jerusalem Post, la norma è stata presentata dal deputato del partito United Torah Judaism, Israel Eichler, ed è stato inserito in seconda lettura nella nuova legge sulle telecomunicazioni.

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano

L’etica giornalistica dovrebbe essere governata da considerazioni morali piuttosto che dalla legge, ha fatto sapere il premier, tramite il suo ufficio, cercando di gettare acqua sul fuoco. Per i difensori dell’emendamento, tra cui il ministro del Likud, Ophir Akunis, responsabile dell’Autorità delle Telecomunicazioni, si tratta di una misura temporanea in attesa che la nuova struttura che prenderà il posto dell’autorità, l’Israel Broadcast Corporation, determini il codice etico da seguire. Lo stesso Eichler ha tentato di giustificare la sua iniziativa sostenendo di non voler imbavagliare la stampa quanto piuttosto di tenere le opinioni personali fuori dai notiziari. Il nervo scoperto per il deputato, ex giornalista e ultra-ortodosso, è che la sua comunità ritiene di essere spesso bersaglio di opinioni unilaterali o di tentativi di censura.

Ma al di là delle considerazioni sociali e morali, risolvere la questione presenta difficoltà giuridiche non da poco, come ha sottolineato Dalia Dorner, ex giudice della Corte Suprema e oggi il presidente del Consiglio della Stampa. Intervistata, si è detta convinta che l’emendamento sia molto problematico e che sia stato formulato in maniera affrettata senza la giusta supervisione legale. Sulla possibilità di cambiare un disegno di legge già modificato si sono interrogati in diversi e per questo è stato pianificato un incontro di Akunis con il consigliere legale della Knesset per vedere come sia possibile rettificare la normativa.