Comunicazione, New media

07 settembre 2015 | 17:48

Minori poco tutelati in rete. Il Garante della privacy: servono siti e app a misura di bambino

La privacy dei minori su internet in Italia non viene tutelata al meglio. Le conclusioni dell’indagine condotta dal garante per la protezione dei dati personali non danno buone notizie. Nel comunicato si legge che nessuno dei 35 siti web e app presi in considerazione ha superato il test. E ben 21 hanno evidenziato gravi profili di rischio, 8 dei quali richiederanno specifiche attività ispettive. La ricerca è stata condotta in collaborazione con altre ventotto autorità internazionali, appartenenti al global privacy enforcement network (Gpen), in occasione dell’iniziativa ‘privacy sweep 2015′, dedicata alla protezione in rete dei bambini tra gli otto e i tredici anni.

Antonello Soro, garante per la tutela dei dati personali (foto Olycom)

Sono state scelte 22 app e 13 siti internet appartenenti al settore educational, al mondo dei giochi, a servizi online offerti da canali televisivi per l’infanzia e ai social network. Le criticità emerse appaiono in linea con quelle riscontrate anche negli altri paesi. Oltre alla scarsa chiarezza dell’informativa privacy in molti dei modelli analizzati, la disattenzione per i più piccoli è grave: la maggior parte dei siti raccoglie dati personali  - dalla mail al nome, fino all’accesso a foto e video presenti nello smartphone. Non mancano casi in cui le informazioni vengono condivise con terzi. I banner pubblicitari rappresentano un altro problema: sono spesso inclusi e non attinenti al mondo dell’infanzia. Il minore può essere anche reindirizzato fuori dal sito/app che sta utilizzando e procedere all’acquisto diretto di prodotti e servizi. Sono limitati anche gli strumenti con cui il genitore può supervisionare l’attività del figlio, come il parental control e le chat preimpostate. “Occorrono siti e app a misura di bambino” sottolinea il presidente Antonello Soro. “I risultati sottolineano che siamo ancora molto lontani da una corretta tutela dei dati dei minori. E’ sempre più evidente che quasi tutti i bambini tra gli 8 e i 13 anni usano strumenti tecnologici collegati in rete, ma non sono adeguatamente protetti. Molte società che gestiscono siti e sviluppano app dimostrano un approccio irresponsabile nei confronti dei minori”.

Nei risultati dell’indagine a livello globale risaltano le stesse lacune. Il 67% dei siti/app raccolgono dati personali, molti dei quali chiedono informazioni ai minori e li reindirizzano su altri portali. Pochi i casi in cui ci sono meccanismi efficaci per limitare la raccolta (il 31%) o in cui viene promosso il coinvolgimento dei genitori (il 24%).

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