10 settembre 2015 | 18:06

Contrastare il potere di Amazon. La catena di librerie giapponese Kinokuniya compra il 90% della prima stampa del nuovo libro dello scrittore Murakami

Pare impossibile contrastare lo strapotere del web. Ma c’è un temerario che ci prova. La catena di librerie giapponese Kinokuniya – dice il Corriere, riprendendo l’agenzia nipponica Kyodo – ha acquistato il 90% della prima stampa, di 100 mila copie, dell’ultimo libro di Haruki Murakami, per mettere i bastoni tra le ruote alle e-libreries come Amazon. Più un gesto di protesta che una mossa di marketing, con lo scrittore, che ha all’attivo milioni di volumi venduti in tutto il mondo, varie candidature al premio Nobel e titoli tradotti in più di 50 lingue come ‘Norvegian Wood (Tokyo Blues)’ e ’1Q84′, che si schiera dalla parte delle librerie tradizionali. Per dare una scossa all’editoria locale, la Kinokuniya ha anche spedito 50 mila di queste copie ad altri piccoli rivenditori. I siti di e-commerce letterari dovranno quindi contendersi le cinquemila copie rimaste. Nonostante il tentativo, il nuovo libro di Murakami è al momento facilmente reperibile (anche sulle piattaforme online come Amazon). Proprio il colosso americano delle vendite online ha dichiarato di star lavorando per accaparrarsi abbastanza copie e soddisfare la domanda prevista.

Haruki Murakami, scrittore giapponese (foto da Twitter)

Il mercato giapponese dei libri è in buona salute. Nonostante la crescente diffusione degli ebook, e delle librerie online, ogni anno vengono pubblicati migliaia di titoli cartacei e si registra la presenza di molti piccoli rivenditori locali. Ma il franchising Kinokuniya ha giustificato l’inedita iniziativa sostenendo che, in realtà, la catena di distribuzione dei libri in Giappone è caratterizzata da grandi sprechi e costi eccessivi. I negozi giapponesi acquistano su commissione, e possono restituire i libri invenduti al distributore, ma per farlo devono pagare costi altissimi di imballaggio e spedizione. La percentuale di libri restituiti ai distributori si aggira intorno al 40%, il che si traduce in notevoli costi per la sola restituzione.