11 settembre 2015 | 11:36

Centoquaranta caratteri per trovare lavoro con l’hashtag #twesume. Passa da Twitter il curriculum 2.0

Nell’era 2.0, anche il curriculum diventa sintetico: su Twitter si scrive in soli 140 caratteri.  Il sito del quotidiano la Repubblica riporta che nel 2014 già il 13% delle imprese ha individuato talenti grazie a una sola frase. E sono in aumento le aziende che a loro volta, per ingaggiare forze fresche, scelgono di pubblicare offerte seguendo il trend della brevità. Tra i primi ad adottare il nuovo metodo di reclutamento sono stati Disney, l’Oréal, Starbucks e Accenture.

Francesco de Mojana, fondatore della società di consulenza Arethusa, ha dichiarato: “Twitter è l’edizione 2.0 dei vecchi annunci di Porta Portese. Come allora si stava attentissimi, perché ogni parola costava parecchie lire, oggi non bisogna scivolare in definizioni sbagliate”. Un vero e proprio vademecum del biglietto da visita digitale.

Francesco de Mojana

I caratteri disponibili si riducono a 132 a causa dell’hashtag #twesume, una crasi creativa di Twitter e resume. “Sono obbligatori due profili differenti – dice de Mojana –  uno personale e uno business, e su quest’ultimo vanno banditi i following di cantanti, attori e calciatori lasciando spazio ad aziende, blog di settore, responsabili delle risorse umane”. La frase di presentazione deve contenere le parole giuste e rimandare con un link al proprio profilo Linkedin o al proprio blog. Anche la foto ha la sua importanza: deve trasmettere un’immagine rassicurante. Questo il decalogo del curriculum su Twitter.

Ma non mancano i pareri contrastanti a questa novità social: Gabriella Bagnato, direttore del master in Organizzazione e personale alla Bocconi, su Repubblica dichiara: “Ridurre il senso di una vita professionale in meno di 140 caratteri mi pare pericoloso. Trovo giusto che con un tweet si voglia rappresentare la propria identità e si usino i follower per avvicinarsi alle aziende più utili, ma non basta”. La morale della Bagnato è usare Twitter ma mai da solo: i social possono essere solo una vetrina iniziale che rimandi, poi, ad un profilo completo.