11 settembre 2015 | 11:08

Entro il 2017 gli investimenti pubblicitari sul web supereranno quelli in tv: il lento declino dei media tradizionali americani

L’investimento pubblicitario nella televisione diminuirà del 3% ogni anno, fino al 2020. Mentre quello sul web continuerà ad aumentare. È ciò che emerge da una ricerca dell’analista Michael Nathanson del Moffett Nathanson Research, ripresa dal Washington Post. L’indagine ha anche identificato il 2017 come l’anno in cui negli Stati Uniti i ricavi dell’advertising sul web, guidato da Google e Facebook, sorpasserà quello televisivo.  Gli ads online saranno sempre di più: nel prossimo quinquennio aumenteranno del 12% ogni anno – principalmente su video e social network. Nathanson si aspetta che la pubblicità digitale negli Usa nel 2020 avrà un valore di più di cento miliardi di dollari, contro i quasi cinquanta del 2014. Sta crescendo la consapevolezza tra i pubblicitari che la precisione della targettizzazione dei banner sul web sia uno strumento molto più efficace rispetto agli spot tradizionali.

Michael Nathanson

Michael Nathanson, analista del Moffett Nathanson Research

Le ipotesi della ricerca si basano in larga parte sul declino degli utenti televisivi americani. Ad agosto, la tv via cavo ha registrato un calo del 9% negli indici di ascolto. La maggior parte degli utenti persi si inserisce nella fascia d’età 18-24, sempre più smartphone-centrici. I giovani hanno incrementato l’uso degli strumenti digitali del 170%, tra il 2009 e il 2014, mentre la visione della tv tradizionale negli stessi anni è scesa del 21%. Persone in età più avanzata, invece, mantengono l’abitudine di sedersi sul divano davanti al piccolo schermo, anche se aumenta il consumo di media digitali. “Non è solo una questione d’età – ha scritto Nathanson – sta aumentando il digital gap tra ricchi e poveri, e tra persone istruite e non”.