Cinema, New media, Televisione

11 settembre 2015 | 18:30

Dalla revisione di tax credit e quote di partecipazione, al nuovo modello per la negoziazione dei diritti. Governo al lavoro per il rilancio del settore audiovisivo

(ANSA) Governo al lavoro sulla revisione delle regole del settore audiovisivo per rilanciare l’industria del cinema e della fiction che stenta a varcare i confini nazionali. Si punta – secondo quanto si apprende da fonti del ministero dello Sviluppo Economico – a una revisione del tax credit e delle quote di produzione e alla nascita di un nuovo modello per la negoziazione dei diritti.

Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni

Le regole, allo studio anche del ministero dei Beni Culturali, potrebbero arrivare entro l’autunno, forse all’interno della legge di stabilità. Mise e Mibact hanno prodotto un’analisi del settore, contenuta in novanta slide, nelle quali si evidenziano criticità ma anche punti di forza del sistema italiano. Le linee guida per il futuro sono contenute nel documento sul ‘Rafforzamento del settore audiovisivo’, nel quale – precisano ancora fonti del Mise – si cita l’ipotesi della ‘tassa di scopo’, che graverebbe sui giganti del web, solo come esempio utilizzato in altri Paesi europei. Nessuna tassazione aggiuntiva su operatori come Google o Netflix, dunque: il governo punta ad attrarre investimenti, attraverso la creazione di un contesto favorevole al loro coinvolgimento nella produzione nazionale. L’intento dell’esecutivo è di rimodulare il tax credit, incentivando la coproduzione per favorire la nascita di prodotti in grado di competere sul mercato internazionale. Allo studio anche una revisione del sistema delle quote legandole al bilancio di programmazione, oltre che una razionalizzazione delle deroghe degli obblighi di produzione di opere indipendenti. Quanto alla negoziazione dei diritti si guarda al sistema inglese, in cui produttori e broadcaster si siedono ad un tavolo al quale il governo partecipa solo come mediatore. (ANSA, 11 settembre 2015)