15 settembre 2015 | 11:48

I rischi e i vantaggi del mondo digitale. Laura Boldrini: ‘Colmare il digital divide e promuovere l’educazione al web nei giovani’

Le lingue e la programmazione. Sono queste, secondo il presidente della Camera Laura Boldrini, le competenze su cui la scuola deve puntare per rendere i giovani pronti per il mondo del lavoro e competitivi a livello globale. Lo riporta Italpress. “Sentiamo dire spesso che oggi i linguaggi di programmazione – ha detto al suo intervento di saluto al convegno ‘Programma il futuro’ a Montecitorio –  sarebbero da considerarsi come le lingue straniere qualche decennio fa. ‘Devi imparare l’inglese o il francese!’, ci dicevano i nostri genitori. Le cose non sono alternative credo, non consiglierei a una figlia che inizia oggi le elementari di trascurare l’inglese o di rinunciare a un’altra lingua straniera a vantaggio di un corso di programmazione. Caldeggerei forse la scelta di entrambi”.

Laura Boldrini (foto Olycom)

Laura Boldrini, presidente della Camera (foto Olycom)

Laura Boldrini cita poi il risultato di un sondaggio pubblicato dal sito Information Age in Gran Bretagna, su un campione di mille famiglie: tra i bambini tra i 5 e gli 11 anni – si scopre – è più popolare l’insegnamento di un linguaggio di programmazione, come per esempio Phython, piuttosto che imparare il francese. ”Sono i nativi digitali – ha aggiunto – quei bambini e ragazzi che non sanno immaginare un mondo non mediato dal computer, come i giovani della mia generazione non sapevano immaginarlo senza telefono”.

Si parla anche dei ritardi dell’Italia nell’ambito digitale, e soprattutto dei rischi che le nuove generazioni corrono ogni giorno se non supportati nella navigazione sul web dai genitori o dagli insegnamenti che le istituzioni devono promuovere. “Per questo Programma il futuro e’ un progetto importante. Attraverso l’educazione al pensiero computazionale svela ai giovani quanto sia complesso l’ingranaggio che sta dietro un’apparentemente semplice e pagina web” ha detto il presidente della Camera. “Colmare il digital divide in Italia non significa solo combattere il nuovo volto della diseguaglianza, significa anche ridare all’economia del nostro Paese gli strumenti necessari per competere. Ma su un altro punto dobbiamo essere d’accordo: i cavi della fibra ottica, le cosiddette ‘nuove autostrade’, non sortiranno gli effetti auspicati se non verranno messe in atto politiche mirate alla formazione dei nostri giovani”.